FOSSANO - Legnate e pugni in faccia, la zuffa tra parenti finisce in tribunale

Marito e moglie fossanesi denunciati per lesioni: tutto sarebbe nato da una lite tra zia e nipote, degenerata in rissa

a.c. 28/10/2022 17:53

Una violenta lite tra zia e nipote, degenerata in rissa, è all’origine del processo per lesioni che vede imputati due fossanesi, moglie e marito, denunciati dai parenti e vicini di casa.
 
L’uomo, residente in una frazione, è fratello della proprietaria dell’alloggio adiacente. Nella casa familiare l’armonia si è rotta una decina d’anni fa: colpa, almeno secondo quanto sostengono gli autori della querela, della moglie di lui, dalla quale peraltro sarebbe scaturita la lite che ha portato alla vicenda giudiziaria. I fatti risalgono al febbraio dello scorso anno. La donna in quell’occasione si era azzuffata con la giovane nipote, di ritorno da un’uscita con le amiche: “Erano da poco passate le 19, - ha raccontato la ragazza - ho visto mio zio uscire con l’auto dall’ingresso comune mentre rientravo. Quando mi sono avvicinata mia zia mi ha insultata e mi ha chiuso la porta in faccia. Io ho aperto e le ho risposto a tono, poi mi sono girata per chiudere la porta. Lei mi si è avventata contro, lasciandomi lividi alla gola”.
 
La madre e il padre della ragazza erano usciti in rapida successione, intervenendo per separare le due. Nel corso della colluttazione l’uomo era stato raggiunto da un ciocco di legno in fronte, poi da un pugno al volto: in aula ha indicato rispettivamente la cognata e il cognato come responsabili. “I rapporti con mio cognato si sono interrotti quando lei è arrivata in casa” ha spiegato la persona offesa: “Ci insulta e sputa per terra ogni volta che ci vede passare. Anche mio figlio minore è spaventato non è più voluto scendere in cortile da quando è avvenuta l’aggressione”. “Tanti anni fa era già accaduta la stessa cosa e non l’avevamo denunciata” ha aggiunto la figlia: “A quei tempi parlavamo ancora con mio zio e pensavano che comunque non ci fosse una tale volontà di infierire anche su mio fratello piccolo”.
 
Entrambi gli imputati hanno negato sia le provocazioni denunciate, sia di essere in cattivi rapporti con il nipotino. “Non ho tirato il ciocco di legno in testa a mio cognato, erano tutti contro di me. Uno di loro deve averlo colpito per sbaglio” ha spiegato la donna, respingendo anche l’accusa di aver dato inizio alla zuffa: “Quella sera io e mio marito dovevamo uscire in auto, mentre chiudevo il cancello mia nipote mi ha squadrata dalla testa ai piedi e ha proferito un insulto. Io le ho urlato contro e i genitori sono scesi dalle scale, avventandosi contro di me”. Stessa versione è stata fornita dal marito e coimputato.
 
Il 16 dicembre si attende la prosecuzione dell’istruttoria.

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