FOSSANO - “Mi hai mandato in galera”: a processo per le botte a un pregiudicato nel centro di Fossano

Il giovane è accusato di aver aggredito un suo conoscente in piazza dei Battuti Rossi, sostenendo che quest’ultimo fosse responsabile del suo recente arresto

a.c. 13/04/2021 17:35

 
Sarebbe un asserito ruolo della parte offesa nell’incarcerazione del presunto aggressore il movente del pestaggio di un pregiudicato fossanese, avvenuto nel luglio di due anni fa in piazza dei Battuti Rossi.
 
L’autore della denuncia, originario di San Giovanni Rotondo (Fg), è oggi residente a Rifreddo e ha 39 anni. Il giorno in cui sarebbe avvenuto l’episodio menzionato in querela stava transitando in auto verso il centro di Fossano in compagnia di suo cugino. Arrivato al fondo di via Marconi, in prossimità della banca Sella, aveva incrociato un suo conoscente che gli avrebbe fatto cenno di fermarsi: “Diceva di vantare un credito verso la mia ex moglie e voleva che gli restituissi io quei soldi. Ho rifiutato, anche perché non stavamo nemmeno più insieme”.
 
A formulare questa richiesta sarebbe stato A.B., un giovane di nazionalità marocchina, che l’altro uomo conosceva di vista perché residente nello stesso stabile abitato dai suoi ex suoceri. Menzionando non meglio specificate confidenze ricevute dall’ex moglie del suo interlocutore, A.B. avrebbe accusato l’altro di essere stato arrestato per causa sua. Poi sarebbe passato alle vie di fatto: “Mi si è avventato contro con uno spintone e mi è saltato addosso afferrandomi il collo. Mi picchiava al volto con una pietra, io non sono riuscito a reagire perché stringeva forte alla gola” ha raccontato in tribunale il 39enne. Tutto ciò sarebbe continuato finché una ragazza che era con il giovane maghrebino lo aveva convinto ad allontanarsi, lasciando il suo antagonista a terra con il volto tumefatto e il labbro spaccato. Per tutta la durata della colluttazione il cugino avrebbe assistito a quanto accadeva senza prendervi parte.
 
A.B. si trova ora a processo con accuse di lesioni aggravate e minacce. Il querelante ha affermato di aver cercato invano di riportare alla ragione il ragazzo, domandandogli come potesse sostenere che era stato messo nei guai da lui e ricordandogli che lui stesso era uscito da poco dal carcere. Tuttavia nulla sarebbe valso a evitare lo scontro fisico in cui aveva avuto la peggio.
 
L’udienza è stata rinviata al 22 giugno per l’esame dell’imputato e la discussione.

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