Un lungo sfogo, diretto e senza filtri, pubblicato su TikTok e diventato rapidamente virale. Protagonista l’ex Miss Italia Francesca Bergesio, che ha raccontato nei dettagli un episodio inquietante vissuto durante un soggiorno in un hotel a cinque stelle a Milano.
“Sono le 8.50 di giovedì 16 aprile, io sono inca**ata nera”, esordisce nel video la 21enne di Cervere, visibilmente provata. Poi ricostruisce con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti, partendo dal pomeriggio di mercoledì 15 aprile.
“Esco dall’hotel a piedi, sto percorrendo la via e noto un uomo in giacca e cravatta che esce dall’hotel, sale su un taxi e, sporgendosi in maniera molto viscida, inizia a fissarmi da testa a piedi”. Un comportamento che la mette a disagio, ma che purtroppo non la sorprende: “Indica al taxi di fermarsi, il taxi si ferma e poi riparte. Non do peso a questo sguardo perché ormai ci sono abituata, ho cercato di evitarlo”.
Dentro di sé, però, un pensiero preciso: “Meno male che questo soggetto se ne sta andando via dall’hotel”.
Rientra in struttura e decide di non uscire la sera. “Questa mattina avrei avuto la sveglia alle 9.30, ero così felice di poter dormire”, racconta. Ma la notte tranquilla non arriva.
Alle 7 del mattino, la sveglia improvvisa: “Squilla il telefono in stanza. Mi sveglio come in un’allucinazione”. In un primo momento pensa sia la reception: “Magari mi avvisano che è arrivato qualcuno, ma non avevo appuntamenti fino alle 11”.
Poi la risposta e lo choc: “Alzo la cornetta e il mio buongiorno è stato un uomo palesemente eccitato, che con una voce viscida mi dice: ‘Buongiorno, piccola’”.
La reazione è immediata: “Scioccata, dico: 'Chi sei? Chi ca**o sei?'”. In quei secondi concitati, ancora sdraiata e mezza addormentata, compie però un gesto decisivo: “Mi giro verso il telefono, non so per quale motivo, e leggo il nome sullo schermo”.
Un dettaglio fondamentale: negli hotel, spiega, “quando chiami un’altra stanza compare il nome registrato della persona che la occupa”. Così, “vado a cercarlo immediatamente su internet mentre questo mi parlava ancora”, racconta. E, lì, la scoperta: “La faccia dell’uomo di ieri, quello sul taxi”. Un collegamento che la lascia senza parole. L’emozione prende il sopravvento: “Non so perché, mi viene da piangere”.
Chiude la chiamata, ma non è finita: “Attacco questa chiamata schifosa… Me ne sono arrivate altre tre”. E c’è un dettaglio che la inquieta ancora di più: “Per chiamarmi devi sapere il mio numero di stanza”. Un elemento che apre interrogativi su come l’uomo sia riuscito a ottenerlo: “Quindi lui ha digitato il mio numero di stanza”.
L’ultima telefonata ha toni quasi surreali: “Se volete ridere… mi chiama e dice: ‘Paola, sono Joe’”. Un tentativo goffo di copertura, che lei smonta subito: “Gli ho detto ‘non sei bravo a fare l’attore’”.
Poi, il confronto diretto: “È ancora peggio che tu abbia il mio numero di stanza. O mi hai seguita?”. Lui nega: “No, no, nessuno me l’ha dato”, prima di interrompere la chiamata.
A quel punto, Bergesio passa all’attacco: “Ascoltami, ho il tuo nome e cognome, conosco la tua faccia perché ieri ci siamo incontrati sul marciapiede. Non ti azzardare mai più, perché con me non funziona questo gioco”.
Subito dopo contatta la reception e dall’hotel, racconta, arriva disponibilità immediata: “Sono stati gentilissimi, mi manderanno qualcuno”. La paura, però, resta concreta: “Io non esco da questa stanza, perché se questo signore sa il mio numero di stanza, si presenta qui fuori…”. Nel frattempo, si prepara in fretta: “Mi sono svegliata, mi sono cambiata al volo, voglio andarmene il prima possibile”.
Nel video emerge anche un momento di fragilità: “Prima mi è venuto da piangere”. Ma subito dopo una riflessione lucida sulla propria reazione: “Ho avuto la prontezza di rispondere e di sapermi difendere”.
E, da qui, uno sguardo al passato: “Mi sono capitate situazioni del genere, ma se penso alla me piccolina, quando ho iniziato a viaggiare e lavorare nel mondo della moda, vedevo tutte le persone come buone”.
Un pensiero che oggi la fa rabbrividire: “Per fortuna non mi è mai successo nulla, perché all’inizio è stata veramente dura ingranare”. Oggi, invece, dice di avere maggiore consapevolezza: “Conosco gli uomini, ma soprattutto conosco gli uomini schifosi. Non lascio loro neanche uno sguardo di troppo”.
Lo sfogo si chiude con parole dure e un appello: “È un mondo che fa schifo, ragazzi. Bisogna stare attenti, avere 800mila occhi ovunque”. E, infine, un invito chiaro: “Cerchiamo di difenderci, creiamo rete”.
Un racconto senza filtri, che sul web ha acceso un ampio dibattito su sicurezza, molestie e tutela della privacy.