Una ragazza che vaga sola per strada nella notte, un camionista che si ferma per aiutarla. Incomincia così la vicenda che ha portato a processo per tentata violenza sessuale un albanese residente a Genola, B.C.: a denunciarlo è un’amica della sua fidanzata dell’epoca. La donna era stata soccorsa in una notte di dicembre del 2023, verso le quattro del mattino: “Stavo transitando in Genola, - racconta in aula l’autotrasportatore - ho visto una ragazza a bordo della strada che piangeva e sono tornato indietro per chiedere se avesse bisogno d’aiuto. Lei ha chiesto se potessi portarla a Fossano, si vedeva che era ubriaca perché puzzava d’alcol”. Ancorché l’aspetto della passeggera le fosse sembrato “trasandato”, sul corpo non c’erano segni visibili di percosse, conferma il soccorritore. Nel tragitto verso Fossano erano stati pochi gli scambi di parole: “Non faceva discorsi articolati, parlava in modo frammentario. Le ho chiesto cosa fosse accaduto: mi diceva ‘lascia stare, non è successo niente’, ma si vedeva che era spaventata”. Poco dopo i carabinieri, già allertati dalla donna, avevano richiamato. La pattuglia l’aveva incontrata davanti al McDonald’s di Fossano. Qui, a fatica, era emerso un resoconto più dettagliato di quanto sarebbe accaduto: “Farfugliava ed emanava fortissimo alito vinoso. - ricorda il brigadiere Silvia Intermite - Al McDonald’s siamo rimasti una mezzoretta per cercare di ricostruire la vicenda: lei alternava momenti in cui piangeva e rideva. Ha riferito di aver trascorso la serata in casa di un amico, per poi essere cacciata dopo che aveva rifiutato un rapporto sessuale. Prima ha detto che lui l’aveva cacciata via di casa senza motivi, poi man mano ha aggiunto il racconto delle molestie e dei palpeggiamenti subiti”. I militari si erano quindi recati a casa del presunto autore delle molestie: la convivente in quel momento era assente. Nell’abitazione erano stati recuperati alcuni oggetti personali che la donna teneva a riavere. “Il padrone di casa ha confermato di aver trascorso la serata con questa persona e ha detto di averla cacciata perché lei era diventata pesante e lui voleva dormire” riferisce la carabiniera intervenuta. Nel frattempo un’ambulanza li aveva raggiunti per accompagnare la persona offesa in ospedale: “La donna diceva di essere stata colpita sulla schiena, ma l’ispezione ha dato esito negativo”. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 5 maggio per l’eventuale esame dell’imputato.