MONDOVÌ - Addio all'architetto Paolo Vidili: una vita dedicata a Mondovì e al suo patrimonio

Professionista, storico locale e appassionato collezionista, Vidili ha contribuito alla valorizzazione artistica e culturale della città monregalese

Paolo Vidili (foto Ordine Architetti Torino)

Alessandro Nidi 23/03/2026 07:40

L’architetto Paolo Vidili si è spento nella notte di domenica 22 marzo all’età di 87 anni, lasciando un segno indelebile nella storia culturale e architettonica di Mondovì e del Piemonte. La sua passione per l’arte e il patrimonio storico si riflette in una vita dedicata al recupero di edifici storici e alla promozione culturale della città, attività che ha condiviso con la moglie Rosa Emilia Castellino e che ha trasmesso anche ai figli Gianluca e Marco. Da Torino, sua città natale, Vidili si era sempre interessato alla valorizzazione del territorio monregalese, contribuendo alla fondazione dell’Associazione Monregalesi a Torino e partecipando attivamente all’Associazione Studi Monregalesi fin dalle origini. Con dedizione instancabile, ha promosso iniziative culturali e storiche, lavorando per rendere visibile e accessibile la memoria della città, dalla storia architettonica alla tradizione gastronomica e artistica. Il suo lavoro come architetto è stato caratterizzato da interventi significativi che hanno saputo coniugare rispetto per il passato e funzionalità contemporanea. Tra i progetti più importanti ci sono il restauro e l’allestimento del Museo della Ceramica di Palazzo Fauzone, che ha riportato alla luce collezioni storiche in un contesto moderno, e il recupero dell’attuale sede dell’Academia Montis Regalis, con la creazione della foresteria destinata ai musicisti.  Oltre alla professione, Paolo Vidili nutriva interessi personali che riflettevano la sua curiosità e la sua sensibilità. Amava i libri e possedeva una biblioteca personale di oltre 5.600 volumi, segno della sua ricerca continua di conoscenza e di cultura. Coltivava anche la passione per l’equitazione, una disciplina che univa rigore e armonia con la natura, e che rappresentava per lui un momento di equilibrio e svago. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità monregalese e tra tutti coloro che hanno conosciuto il suo lavoro e il suo impegno civico. Attraverso i suoi interventi, Vidili ha saputo trasformare luoghi storici in spazi vivi, restituendo centralità al patrimonio culturale di Mondovì e rendendo la storia fruibile e condivisibile.  La sua eredità non si limita agli edifici restaurati, ma si estende a un intero approccio culturale, capace di ispirare chiunque voglia conoscere e valorizzare le radici artistiche e storiche del Piemonte.