Nel Monregalese, la violenza ha scelto di manifestarsi nel modo più vigliacco: colpendo chi non poteva difendersi. Un gesto freddo, deliberato, che ha trasformato un animale innocente nel simbolo di una crudeltà difficile da comprendere e ancora più ardua da accettare. I Carabinieri stanno indagando sull’uccisione di Maia, una border collie di cinque anni, il cui corpo è stato ritrovato appeso a un palo davanti all’abitazione del proprietario. Una scena orribile, scioccante, che ha scosso profondamente non solo la famiglia colpita, ma anche i vicini e l’intero paese. Maia era scomparsa il giorno antecedente. Il padrone, non vedendola rientrare, aveva denunciato l’allontanamento, coltivando la speranza che potesse essersi smarrita o che qualcuno l’avesse presa in custodia. Quella speranza si è infranta la mattina di giovedì 15 gennaio, quando si è trovato davanti a una realtà brutale, molto difficile da elaborare. Chi conosceva Maia la descrive come un cane affettuoso, tranquillo, profondamente legato alla sua famiglia. Per questo la scoperta del suo corpo, esposto deliberatamente davanti all’abitazione dove viveva, ha assunto un peso emotivo ancor più devastante, se possibile. Il veterinario ha accertato che la morte è stata causata da un violento trauma cranico, compatibile con l’uso di un corpo contundente. Secondo quanto ipotizzato fino a questo istante, l’animale sarebbe stato prelevato dal recinto in cui si trovava, ucciso in un secondo momento e infine “restituito” alla famiglia nel modo più tremendo che si possa immaginare. Il proprietario ha sporto immediata denuncia. I Carabinieri stanno lavorando per ricostruire i movimenti delle ore precedenti e per individuare eventuali responsabili. Le indagini sono in corso e nessuna ipotesi viene esclusa. Le modalità dell’azione, infatti, fanno pensare a un gesto tutt’altro che casuale, forse una intimidazione diretta nei confronti della famiglia di Maia. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più grave e che accresce l’attesa di risposte e giustizia.