CASTELNUOVO DI CEVA - Caso Gex, la famiglia aspetta la relazione dei periti: la pista del gas nervino resta sul tavolo

“Valuterò se andare avanti” dice un cugino del deputato morto nel disastro aereo del 1966 a Castelnuovo di Ceva. Anche l’Union Valdotaine chiede approfondimenti

Redazione 28/06/2026 17:54

Fa sapere di aver chiesto alla procura di Cuneo di poter leggere la relazione tecnica dei periti Emilio Gex, cugino del deputato e aviatore aostano Corrado Gex che morì a 34 anni, il 25 aprile 1966, nel disastro aereo di Castelnuovo di Ceva. L’uomo politico stava pilotando un Pilatus Porter con a bordo altre sette persone, tutte decedute. Giovedì scorso il procuratore di Cuneo, Onelio Dodero, ha reso pubblico l’esito di una perizia medico legale affidata ai consulenti Cristina Cattaneo, Domenico di Candia e Debora Mazzarelli, da cui emergono “tracce coerenti” con la presenza di “nervino Classe V2” nei resti di Corrado Gex, che erano stati nel frattempo esumati. Secondo i consulenti non è tuttavia possibile, per lo stato di avanzata decomposizione, risalire all’esatta causa di morte”. La possibile presenza della sostanza nel corpo di Corrado Gex “ristabilisce la verità ed esclude l’errore umano, questo è un motivo di soddisfazione”, afferma il cugino. La pista dell’incidente rimane in realtà la più probabile secondo gli inquirenti, tanto che il fascicolo, stante anche la carenza di ulteriori indizi, potrebbe essere presto archiviato. La perizia, tuttavia, non esclude con certezza nemmeno l’eventualità che il parlamentare, all’epoca in procinto di diventare viceministro dei Trasporti, possa essere stato vittima di un attentato insieme alle altre sette vittime. “Aspetto il documento, se ci fosse scritto qualcosa che possa darmi una mano per andare avanti si valuterà, ma sarà difficile” riconosce il cugino. Già all’epoca dell’incidente una commissione d’inchiesta aveva attribuito a “un errore del pilota” la causa del disastro. Successive inchieste negli anni hanno vagliato piste alternative, dall’avvelenamento col gas nervino all’esplosione a bordo, fino alla riapertura del fascicolo nel 2020. Anche l'Union Valdôtaine, il partito di cui Gex era esponente di spicco, parla di “legittimi interrogativi” che emergono dalla perizia: “Questo elemento, pur non chiarendo definitivamente le circostanze della tragedia, non può essere ignorato”. In particolare il fatto che la sostanza di cui si è ipotizzata la presenza “non può essere considerata né come un componente presente in natura, né come una conseguenza normale dell’incendio verificatosi dopo l’incidente”. “Con tutta la necessaria cautela” l’Union Valdôtaine “ritiene quindi che questi elementi meritino di essere presi in considerazione nella ricostruzione storica di questa pagina dolorosa”.