FRABOSA SOTTANA - Insieme al convivente incendia l'azienda dell'ex compagno: fermata coppia di monregalesi

I due avevano preso di mira, tra gennaio e marzo di quest'anno, l'attività dell'ex partner di lei, in frazione Miroglio a Frabosa Sottana

31/07/2018 09:27

Nelle prime ore della mattinata di ieri, lunedì 30 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Mondovì hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – con la quale veniva disposta la misura dell’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi dal proprio domicilio in orario notturno nonché della presentazione quotidiana presso la Stazione territorialmente competente – emessa nei confronti di una coppia di italiani conviventi della zona: una donna di 50 anni coltivatrice diretta ed un uomo di anni 46 di professione operaio.
 
L’attività investigativa che portava all’emissione da parte dell'autorità giudiziaria di questa misura cautelare veniva condotta dai militari della Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia monregalese sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cuneo – Sost. Proc. Dott.ssa Giulia Colangeli – e trae origine da due incendi di inequivocabile matrice dolosa, occorsi la sera del 31 gennaio 2018 e la notte del 15 marzo 2018 nel comune di Frabosa Sottana, in frazione Miroglio, in danno dell’attività artigianale nonché dell’abitazione di un 49enne italiano di professione boscaiolo.
 
Le indagini, iniziate non trascurando ogni possibile indizio, si focalizzavano sul fatto che la vittima aveva avuto in passato una relazione sentimentale con la donna cinquantenne - colpita da provvedimento dell'Autorità Giudiziaria - mentre l’attuale convivente di quest’ultima aveva lavorato per conto del boscaiolo di Frabosa. Poco prima dei due episodi incendiari, la donna, oltre a segnalare una serie di “dispetti” commessi in danno della sua proprietà, denunciava di aver patito un furto presso la propria abitazione di alcuni monili in oro e di un telefono cellulare.
 
La coltivatrice diretta veniva convinta dal convivente del fatto che il mandante del suddetto furto fosse stato il boscaiolo di Frabosa, circostanza che non trovava alcun elemento di fondatezza nel corso delle indagini, ma che trovava logica spiegazione invece nella morbosa gelosia dell’uomo nei confronti della vittima per la precedente relazione che questi – peraltro suo datore di lavoro - aveva avuto con la sua attuale compagna. L’attività investigativa consentiva di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati, soprattutto in occasione del secondo episodio incendiario in cui oltre ad andare completamente distrutti due mezzi d’opera, le fiamme danneggiavano anche la facciata dell’abitazione della vittima, che in quel frangente si trovava in casa con l’anziana madre e la badante di quest’ultima.
 
Solo il tempestivo intervento dei soccorsi consentiva di scongiurare ben più gravi conseguenze a persone e cose, anche in considerazione del fatto che nell’area interessata dall’incendio era presente in deposito un considerevole quantitativo di materiale infiammabile.


c.s.

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