MONDOVÌ - Maestra d’asilo a processo per abuso dei mezzi di correzione, dopo la denuncia di alcuni genitori

I fatti nel Monregalese. Una bidella racconta: “Dai bimbi pretendeva troppo e gli insegnava a vendicarsi. Un alunno di tre anni mi disse che gli aveva morso un dito”

a.c. 23/03/2021 18:14

Secondo le collaboratrici scolastiche quella maestra era solita ripetere frasi come “ti piacerebbe se facessero la stessa cosa a te?”, quando uno dei suoi piccoli alunni infastidiva o faceva del male a un compagno. Nulla di strano, se non fosse che - almeno stando alla denuncia presentata contro di lei - a questi rimproveri si sarebbero associati comportamenti ben poco consoni al suo ruolo.
 
I fatti per cui la donna è finita a processo per abuso dei mezzi di correzione risalgono all’anno scolastico 2018/2019. L’imputata, insegnante di scuola materna in un piccolo centro alle porte di Mondovì, era considerata dalle due bidelle una maestra molto esigente, perfino troppo: “Credo facesse troppa pressione sui bambini” ha ammesso una di loro, raccontando che “i piccoli venivano mortificati se per esempio non portavano le caramelle ai compagni il giorno del compleanno, oppure quando la maestra metteva a confronto un disegno con l’altro, magari tra bambini di tre anni e altri di cinque o sei anni, dicendo ad alcuni di loro cose come ‘non sei capace a fare niente’”. Anche sul piano della disciplina, i bambini sarebbero stati educati con metodi che la collaboratrice trovava discutibili: “A chi faceva qualche dispetto ripeteva ‘ti piacerebbe se lo facessero a te?’, invitando magari l’altro bambino a tirare i capelli al suo aggressore se gli erano stati tirati i capelli. Un paio di volte ne sono stata testimone”.
 
L’accusa più grave sotto questo profilo, riferita a un bambino di tre anni che chiameremo Leonardo (nome di fantasia), risale alla festa di Natale del 2018. Quel giorno la bidella aveva visto il piccolo in punizione perché aveva morso un compagno. Da un’insegnante di sostegno aveva saputo però che Leonardo sarebbe stato morsicato a sua volta dalla sua maestra: “Non ci volevo credere, anche perché l’insegnante diceva di non aver assistito direttamente all’episodio. Ma in effetti ho visto che Leonardo aveva ancora i segni sul dito. Gli ho messo del ghiaccio e più tardi ho cercato di farmi dire davvero da chi fosse stato morso: lui, esprimendosi a fatica, ha confermato che era stata lei”.
 
In una diversa occasione, la bidella afferma di essere stata testimone del fatto che la maestra avesse preso tre o quattro spicchi di mandarino da un contenitore per le bucce sul tavolo, infilandoli in sequenza nella bocca di Leonardo: “Non ho visto se gli avesse afferrato la mandibola con la forza per farlo mangiare. Tuttavia io e la maestra di sostegno eravamo intervenute per dire al piccolo di sputare gli spicchi, nel timore che potesse soffocarsi”. Un fatto analogo, riferito dall’altra collaboratrice scolastica, sarebbe già capitato tempo prima quando un altro alunno era stato imboccato con alcune fettine di banana.
 
In dicembre, sollecitata dalle lamentele di alcune famiglie, la dirigente scolastica dell’istituto aveva chiesto alla dipendente un colloquio informale sull’operato di quell’insegnante. Le rimostranze si sarebbero fatte ancora più forti nei mesi successivi: “Alcuni genitori lamentavano soprattutto il fatto che ci fossero situazioni troppo ‘scolastiche’ rispetto alla giocosità che l’asilo avrebbe dovuto mantenere”.
 
Il processo è stato rinviato al 29 marzo per ascoltare due delle mamme che hanno in seguito promosso la denuncia contro la maestra.

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