Una pesante scia di danni e il furto di ingenti quantitativi di rame: è questo il bilancio del pesante raid vandalico che ha preso di mira il cimitero cittadino di Bastia Mondovì nel corso dell'ultima notte. Il furto sacrilego ha sollevato profonda indignazione in paese, spingendo le autorità locali a muoversi immediatamente per rintracciare i colpevoli. I filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona sono ora al vaglio degli inquirenti per dare un volto ai responsabili del colpo. I Carabinieri, insieme agli agenti della Polizia locale, hanno fatto scattare le indagini dopo un'accurata ispezione sul luogo del reato, utile a raccogliere i primi indizi. L'intervento dei militari è scaturito dalla tempestiva segnalazione del primo cittadino, Francesco Rocca, che ha subito allertato le autorità riguardo a un episodio che unisce il danno economico alla profanazione del luogo sacro. I malviventi non si sono limitate a sottrarre i materiali, ma hanno provocato pesanti danneggiamenti alle strutture colpite. Durante l'azione, diverse lastre di marmo delle cappelle sono state divelte ed esposte a forti sollecitazioni, precipitando sui vialetti pedonali e riducendosi in mille pezzi. L'obiettivo dei ladri era, però, l'oro rosso. Dopo essersi arrampicati sulle coperture di due cappelle gentilizie, sono riusciti a smantellare e a portare via l'intero rivestimento in rame dei tetti, lasciando i manufatti scoperti prima di dileguarsi. Il raid è andato in scena nel silenzio delle ore notturne, nel passaggio tra lunedì 1 e martedì 2 giugno. I malintenzionati hanno scelto come bersaglio il cimitero di Bastia Mondovì, muovendosi con ogni probabilità a colpo sicuro e sfruttando l'oscurità e l'isolamento dell'area. Gli investigatori ora stanno visionando le registrazioni della rete di sorveglianza locale, che potrebbero aver catturato la fuga dei responsabili o i mezzi utilizzati per il trasporto della refurtiva.