Si chiude con un’assoluzione il caso del “finto vescovo” di Mondovì. I fatti risalivano al 2020 ed erano stati avviati da una segnalazione di don Begliatti, vicario generale della Diocesi di Mondovì. Insieme a un sedicente frate, racconta don Begliatti, Goglio si era recato da lui dichiarandosi disposto a celebrare funzioni religiose, all’occorrenza. Al monsignore i due, all’epoca residenti a Pianfei, si presentavano come “ministri ordinati della chiesa anglocattolica”: “Dagli abiti un po’ stracciati che indossavano e dall’appellativo ho capito che erano impostori. Il ‘vescovo’ aveva un andamento stentoreo, anche in questo sembrava che recitasse”. Le indagini si erano poi concluse nel 2021, dando il via all’iter giudiziario. A pesare sulla posizione dell'imputato c'era anche un precedente specifico: Claudio Goglio era già stato implicato in una vicenda analoga nel 2001 in Sardegna, conclusasi in quel caso con una condanna. Nella vicenda monregalese era rimasto coinvolto anche Luca Zarù, in seguito deceduto, condannato in primo grado per truffa. Secondo l’ipotesi della Procura, l’obiettivo dei due era quello di infiltrarsi in una casa di riposo del territorio, possibilmente caratterizzata da una forte presenza religiosa, per carpire i dati degli anziani ospiti. Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero Anna Maria Clemente aveva chiesto la condanna di Goglio a quattro mesi di reclusione, ritenendo che l’imputato condividesse le medesime finalità del complice e che la presunta appartenenza alla Chiesa anglo-cattolica fosse solo parte della messa in scena contestata dall’accusa. La difesa, condotta dall’avvocato Roberto Tesio, ha insistito sul fatto che da parte degli imputati non ci fosse alcuna intenzione di sostituirsi alle figure curiali, aggiungendo come la Chiesa anglo-cattolica non fosse una realtà inventata, ma effettivamente esistente. La difesa ha inoltre sostenuto che non ci fossero prove chiare di evidente attività fraudolenta. Motivi che hanno spinto il giudice Marco Toscano ad optare per l’assoluzione dell'imputato.