La comunità di Mondovì è in lutto per la scomparsa di Carlo Ramondetti, conosciuto da tutti come “Ramon”, figura molto stimata e familiare per tanti monregalesi. Nato nel 1938, si è spento nei giorni scorsi all’ospedale “Poveri Infermi” di Ceva. Era residente nel quartiere di Breo ed era una presenza abituale tra le vie del centro: impeccabile nel vestire, sempre con il suo inseparabile cappello, passeggiava con incedere tranquillo oppure si concedeva una sosta in piazza Santa Maria Maggiore. Il suo stile sobrio e la sua gentilezza lo rendevano facilmente riconoscibile e apprezzato. Dopo l’attività professionale in Fiat aveva mantenuto un legame profondo con l’istituto Garelli, dove si era formato da ragazzo. Per riconoscenza verso la scuola che aveva contribuito alla sua crescita, aveva istituito una borsa di studio a suo nome destinata agli allievi più meritevoli. Un gesto concreto, nato dal desiderio di sostenere il percorso delle nuove generazioni e di valorizzarne l’impegno. In occasione di una delle premiazioni, aveva incoraggiato gli studenti a coltivare fiducia e determinazione, invitandoli a non lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli e a fare tesoro dell’esperienza scolastica come base solida per edificare un futuro lastricato di successi. I funerali si sono svolti in forma privata. I nipoti Mauro Ferrero, Daniela, Giuseppe e Carlo Barale, insieme alle loro famiglie, lo hanno ricordato con affetto sincero. Con la sua scomparsa, Mondovì perde un uomo riservato ma presente, capace di lasciare un segno tangibile attraverso fatti semplici e significativi. Resterà nella memoria collettiva l’immagine di un signore d’altri tempi, in grado di testimoniare con discrezione i valori della gratitudine, della coerenza e dell’attenzione verso gli altri. Nel silenzio composto che ha sempre contraddistinto il suo modo di essere, ha saputo insegnare che anche un passo lieve può lasciare un’impronta profonda nella vita di una comunità.