MONDOVÌ - Rapinò una sala slot a Mondovì, condannato a sei anni di carcere

Il pregiudicato marocchino aveva aggredito il titolare del locale di corso Italia, un cittadino cinese, per derubarlo di cinquecento euro

a.c. 06/10/2021 19:35

 
È pari a sei anni di carcere e duemila euro di multa la condanna inflitta dal tribunale di Cuneo a Brahim Ziyat, marocchino residente a Mondovì, giudicato colpevole della rapina a una sala slot nel febbraio 2020.
 
A denunciarlo era stato il titolare del locale in corso Italia, un cittadino cinese, già derubato da un cliente abituale del locale nell’ottobre di tre anni fa. Anche Ziyat era per lui un volto conosciuto: “Era un avventore che aveva avuto screzi con altri. Dava fastidio, per esempio quando qualcuno vinceva si avvicinava per pretendere soldi” ha raccontato l’esercente. Quella sera, ha spiegato ai giudici, si trovava nel suo locale per le pulizie quando ha visto entrare un uomo con il volto parzialmente coperto: “Mi ha afferrato alla gola e ha tentato di costringermi ad aprire la porta sul retro, dove c’è la cassaforte. Non riuscendoci mi ha rovistato nelle tasche ed è scappato con i 500 euro che avevo addosso”.
 
Sebbene il rapinatore si coprisse la bocca con una sciarpa, l’aggredito l’aveva riconosciuto subito: “Non conoscevo il suo nome ma ho capito che era lui. Era alto circa un metro e ottanta, aveva i capelli raccolti a chignon dietro la testa e indossava una felpa col cappuccio”. Ai carabinieri del NORM di Mondovì, intervenuti pochi minuti dopo, la descrizione aveva subito richiamato il profilo di Ziyat: “È un ragazzo con svariati precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio, ben conosciuto dalle forze dell’ordine. In periodo Covid ha anche più volte infranto il coprifuoco e l’obbligo di permanenza in casa” ha spiegato il maresciallo Cella, che aveva mostrato il fascicolo fotografico per il riconoscimento al titolare della sala slot. Quest’ultimo aveva anche fornito una registrazione video della colluttazione, dove però il malvivente era ripreso di schiena per la maggior parte del tempo.
 
Dopo essere stato riconosciuto e contattato al telefono dai militari, il sospettato aveva cercato di sviare gli inquirenti: “Diceva di trovarsi in Liguria, ma tramite la centrale operativa abbiamo appurato che la cella telefonica agganciata durante il colloquio si trovava nei pressi della sua abitazione”. Durante una successiva perquisizione, effettuata alcuni mesi dopo, gli uomini dell’Arma avevano rinvenuto e sequestrato nel suo alloggio una felpa con cappuccio ritenuta compatibile con quella del rapinatore.
 
La pena inflitta dal collegio presieduto da Marcello Pisanu è pari a quella richiesta dal sostituto procuratore Attilio Offman, il quale ha ricordato in sede di discussione i numerosi carichi pendenti dell’imputato. Ziyat era stato condannato nel novembre scorso per un tentato furto in concorso risalente al 2018: in quell’occasione, insieme a un altro nordafricano, aveva utilizzato una bicicletta come ariete per forzare l’ingresso di un negozio di parrucchiera. Pochi giorni dopo invece era stato assolto dal tribunale di Cuneo per una rissa a colpi di bottiglie di vetro scatenatasi in un’altra sala slot di Mondovì.

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