MONTALDO DI MONDOVÌ - Sacha Chang era in cura da uno psichiatra in Olanda: si attende la sua relazione scritta

Oggi l'udienza di convalida del fermo del ventunenne accusato del duplice omicidio di Montaldo Mondovì. Il suo avvocato Luca Borsarelli: "La relazione potrebbe essere decisiva per la richiesta di perizia psichiatrica"

Sacha Chang

Andrea Dalmasso 21/08/2023 09:52

È in programma stamattina, lunedì 21 agosto, l’udienza di convalida del fermo di Sacha Chang, il ventunenne olandese accusato di aver ucciso nel pomeriggio di mercoledì il padre Chain Fa e Lambertus Ter Horst, che li ospitava nella sua abitazione di Montaldo Mondovì. Il giovane si trova nel carcere del Cerialdo di Cuneo dalla sera di venerdì: in mattinata era stato arrestato nei boschi di Torre Mondovì, dopo una fuga durata oltre quaranta ore. Da quel momento Chang si è chiuso nel silenzio e non ha ancora fornito risposte agli inquirenti: l’unica richiesta è stata quella di incontrare la madre, arrivata in Italia insieme al fratello nella giornata di sabato. Ed è in Italia che il ventunenne olandese verrà giudicato, in quanto è qui che sono stati commessi i fatti: la pena che rischia per il doppio omicidio è l’ergastolo.
 
Il suo avvocato, nominato d’ufficio, è Luca Borsarelli di Mondovì: non poteva essere nominato dalla famiglia, in quanto la stessa è anche parte lesa, visto l’omicidio del padre. “Non ho ancora incontrato il ragazzo, lo farò appena riuscirò ad ottenere la nomina di un interprete. Ho incontrato la madre”, spiega l'avvocato.
 
Uno dei punti centrali del colloquio sono stati i presunti problemi psichici di Sacha Chang, di cui si è parlato fin dalle prime ore successive al duplice delitto, ma di cui finora non sono arrivate conferme concrete. “Per il momento - spiega l’avvocato Borsarelli - non abbiamo conferme scritte dei problemi psichici di cui si è parlato negli ultimi giorni. Dalla madre ho però saputo che il ragazzo era in cura presso uno psichiatra in Olanda. L’aveva incontrato pochi giorni prima di venire in Italia, ma la relazione non era ancora stata consegnata. L’abbiamo richiesta: non sappiamo cosa ci sia scritto, ma potrebbe essere decisiva ai fini della richiesta di perizia psichiatrica”. Perizia che potrebbe stabilire se al momento dei fatti Chang fosse capace di intendere e di volere.
 
Dalla relazione, insomma, potrebbero arrivare parziali risposte per un gesto a cui finora nessuno è riuscito a dare spiegazioni. Risposte a quella domanda che in tanti si pongono dal tragico pomeriggio di mercoledì: perchè?

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