FRABOSA SOTTANA - Sparì con i soldi dei condomini di Prato Nevoso, condannata l’amministratrice infedele

Settantamila euro di ammanchi dai conti comuni, tra bonifici non giustificati e fatture “doppie”. Scoperto l’imbroglio, lei non si è più fatta vedere

Andrea Cascioli 17/02/2026 17:00

Gli inquilini pagavano puntuali le spese condominiali, con bonifici in banca o consegnando i soldi all’amministratrice. Lei, però, ne faceva tutt’altro uso: quando è arrivata la denuncia e un revisore dei conti si è occupato di “spulciare” i registri sono emersi, fra gli altri, pagamenti per un leasing e per la riparazione della carrozzeria di un’auto, ma anche un affitto versato per una locazione privata. Federica Maio, l’amministratrice del condominio Plein Soleil di Prato Nevoso, nel frattempo era sparita senza dare spiegazioni. Con circa 70mila euro sottratti alla “cassa”, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti. Il giudice Elisabetta Meinardi l’ha condannata a un anno e sei mesi di carcere e a una multa di duemila euro, più una provvisionale di 20mila euro in favore degli ex condomini amministrati: dovrebbe essere l’anticipo di un risarcimento ancora da quantificare in sede civile, ma che sarà difficile recuperare. Una delle vittime dell’appropriazione indebita aveva spiegato di essersi accorto del problema solo quando l’amministratore era cambiato e gli è stato ingiunto di pagare una somma che aveva già versato, per quasi tremila euro. Prima di allora, ha detto, mai nessun problema con la vecchia amministratrice: “Visto anche il rapporto personale instaurato sono rimasto perplesso: più volte mi aveva aiutato a risolvere piccoli problemi di vita quotidiana”. L’uomo ha recuperato tre ricevute dei pagamenti che aveva effettuato in contanti e ha cercato di ottenere un rimborso: “Ho tentato in tutti i modi di contattarla, fino all’ultimo ho rimandato la querela credendo che lei avesse la volontà di restituire quanto dovuto”. Quella volontà evidentemente non c’era. Le irregolarità erano emerse dai controlli incrociati tra gli estratti conto e i consuntivi di tre annate condominiali, dal 2017 al 2020. Oltre alla mancata corrispondenza, c’erano bonifici in favore dell’amministratrice senza pezze giustificative, oppure fatture identiche indicate in due date diverse. L’avvocato Alessandro Chirivì ha seguito la vicenda per conto delle parti civili costituite: “L’allarme - ricorda - è scattato quando la ditta che forniva il riscaldamento ha fatto un decreto ingiuntivo per 100mila euro”. “Una gestione del tutto non professionale e con la sottrazione delle cifre ricostruite per tabulas” ha sintetizzato il pubblico ministero Raffaele Delpui, chiedendo una pena analoga a quella poi comminata dal giudice.