È stato estratto alle ore 5.40 di stamattina, lunedì 1° giugno, lo speleologo rimasto bloccato nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel Comune di Garessio, a circa 120 metri di profondità. Un masso gli aveva schiacciato una gamba, rendendo impossibile la risalita. Molto complesse le operazioni di soccorso, che sono durate oltre dodici ore e hanno comportato un consistente dispiegamento di personale. Hanno operato, infatti, ben 54 tecnici del Soccorso Alpino arrivati da Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, con otto sanitari (medici e infermieri) della commissione medica, tecnici della commissione disostruzione e della commissione tecnico-speleologica. L’infortunato, un ventenne ligure, era stato raggiunto nella tarda serata di domenica: un masso di 150 chili lo aveva intrappolato, ma lui era lucido e collaborativo. Intorno alle 2.30 di questa mattina la gamba è stata liberata e il paziente ricoverato nella tenda allestita direttamente sul posto. I sanitari presenti lo hanno visitato e ne hanno verificato le condizioni: con grande sorpresa di tutti, era in grado di camminare autonomamente e ben presto ha iniziato la risalita lungo strettoie che avrebbero creato grandi difficoltà a un'eventuale barella. Alle 5.40 era fuori, intorno alle 7.30 è stato consegnato a un'autoambulanza che lo ha portato in ospedale a Mondovì per gli accertamenti del caso. Una disavventura a lieto fine, insomma, anche grazie all’encomiabile lavoro del sistema di Soccorso alpino.