CARRU' - Truffe a Carrù e Piozzo: finti Carabinieri prendono di mira gli anziani

Le amministrazioni comunali lanciano un appello congiunto alla cittadinanza per fermare i raggiri telefonici e i falsi controlli a domicilio

Alessandro Nidi 31/05/2026 06:50

Cresce l'allerta nella provincia cuneese per una nuova ondata di tentativi di truffa che sta interessando da vicino i comuni di Carrù e Piozzo. I malintenzionati, muovendosi con una strategia ormai collaudata, ma sempre pericolosa, stanno prendendo di mira soprattutto le fasce più deboli della popolazione, in particolare gli anziani, sfruttando il senso di urgenza e l'autorità delle forze dell'ordine per sottrarre denaro e oggetti di valore. Il sindaco di Carrù, Nicola Schellino, ha diffuso un avviso urgente per mettere in guardia la comunità dopo diverse segnalazioni riguardanti individui che si spacciano telefonicamente per Carabinieri o appartenenti alle forze dell’ordine. Il meccanismo del raggiro è subdolo: i truffatori contattano la vittima annunciando finti controlli imminenti e chiedono esplicitamente di raggruppare in casa soldi, gioielli o altri beni preziosi. Di fronte a questo scenario, l'amministrazione comunale ricorda con fermezza che nessuna forza di polizia si presenta a domicilio per richiedere beni o contanti. La raccomandazione principale è quella di non aprire la porta agli sconosciuti, diffidare dalle telefonate allarmanti e interrompere ogni contatto per chiamare immediatamente il numero unico di emergenza 112. Sulla stessa linea d'onda si muove l'amministrazione comunale di Piozzo, che ha registrato episodi analoghi. In questo caso, i truffatori non si limitano a simulare l'identità delle forze dell'ordine, ma si presentano anche come operatori di enti pubblici o incaricati di società di servizi vari. Durante la conversazione telefonica, cercano di estorcere dati bancari, informazioni personali o denaro, paventando la necessità di visite domiciliari per verifiche o consegne urgenti. Dal Comune di Piozzo arriva la smentita categorica su questo modus operandi, precisando che nessun ente pubblico o fornitore di servizi richiede dati sensibili o pagamenti per telefono, né organizza sopralluoghi senza comunicazioni ufficiali scritte. La parola d'ordine in questa situazione è prevenzione, intesa come uno sforzo collettivo. Entrambe le amministrazioni comunali stanno invitando i cittadini a fare rete, parlando apertamente del problema in famiglia e vicinato. Diventa fondamentale proteggere le persone più vulnerabili, informandole sui rischi e spiegando loro l'importanza di non cedere mai a richieste pressanti o appuntamenti improvvisati. In caso di qualsiasi dubbio, la linea d'azione prescritta dalle autorità è una sola: riagganciare il telefono e allertare subito le forze dell'ordine tramite il 112.