Un grave incendio ha colpito nei giorni scorsi un’azienda agricola situata al civico 5 di nucleo Ciapè, nel territorio comunale di Villanova Mondovì. Le fiamme, che si sono sviluppate nel pomeriggio di venerdì 12 giugno, hanno pesantemente compromesso le strutture rurali della proprietà, rendendo necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco e la successiva emissione di un'ordinanza contingibile e urgente da parte del Comune. L'allarme è scattato intorno alle 16.45 del 12 giugno, quando le squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco di Cuneo sono giunte sul posto. Il rogo stava già interessando l'intero fabbricato rurale composto da una stalla al piano terra, un fienile al piano superiore e un'adiacente tettoia utilizzata per il ricovero di macchine e attrezzi agricoli. A causa della violenza dell’incendio, la copertura della struttura – realizzata con travi in legno e manto in coppi – è completamente crollata. I vigili del fuoco hanno dovuto rimuovere i resti del tetto sia per mettere in sicurezza l'area, sia per riuscire a spegnere completamente le balle di fieno all'interno, che continuavano a bruciare. Fortunatamente, l'edificio adibito a civile abitazione, pur avendo subìto lievi danni estetici causati dal fumo, non è stato toccato dalle fiamme e non ha riportato danni strutturali. Durante le operazioni è stato inoltre individuato e prontamente messo in sicurezza un serbatoio esterno di GPL, marginalmente sfiorato dal rogo. A seguito della relazione tecnica dei vigili del fuoco, il Comune di Villanova Mondovì ha emesso l'ordinanza 36 del 15 giugno 2026 per garantire l'incolumità pubblica e prevenire ulteriori crolli. Ordinanza di inagibilità per l'azienda agricola in nucleo Ciapè: cosa prevede Il provvedimento impone ai comproprietari della struttura precise prescrizioni, a cominciare dall’inagibilità totale della parte rurale. In particolare, è vietato l'utilizzo di stalla, fienile e tettoia fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, che potrebbe includere la demolizione delle parti pericolanti. Lo stato dei lavori dovrà essere certificato da un professionista abilitato. C’è poi il temporaneo divieto d'uso dell'abitazione: pur essendo strutturalmente sana, anche la casa non potrà essere utilizzata fino a quando non verranno verificati e ripristinati in sicurezza gli impianti di luce e gas. Inoltre, l'impianto elettrico della stalla è risultato completamente compromesso e deve restare scollegato. Stesso discorso per il bombolone del GPL e la relativa rete di adduzione, che dovranno essere controllati da una ditta specializzata (con nuova presentazione della SCIA antincendio) o, in alternativa, rimossi e bonificati. Il monitoraggio del rispetto dell'ordinanza è stato affidato al comando di Polizia locale. Contro il provvedimento i proprietari potranno presentare ricorso al Tar Piemonte entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni.