L’accusa è di peculato e spendita di denaro falso: coinvolge in veste di dipendente delle Poste Paolo Radosta, sindaco di Brondello dal 2024 con una lista civica e nome conosciuto della scena politica saluzzese, dove è stato in passato dirigente di Fratelli d’Italia e poi di Italexit. All’epoca dei fatti, risalenti al 2023, Radosta era direttore e unico addetto nell’ufficio postale di Pagno. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe responsabile di aver ritirato da un abituale cliente dello sportello una somma di circa 500 euro, poi risultata contraffatta. Le banconote erano state poi inserite dall’imputato, nell’arco dei giorni successivi, all’interno del bancomat della filiale. Solo a quel punto era scattata l’allerta, dopo che erano state scartate dal sistema automatico della macchina. L’ipotesi dell’accusa è che l’addetto avesse nascosto di proposito le banconote false, per fare un favore al cliente a lui legato da rapporti di conoscenza personale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Ferruccio Calamari, sostiene invece che si sia trattato di “un comportamento tenuto in assoluta buona fede dall’imputato”: le banconote erano state comunque ritirate prima di poter essere erogate all’utenza. “Un fatto di modestissima rilevanza, verosimilmente frutto di un equivoco” argomenta l’avvocato, per il quale “si tratta, semmai, di una fattispecie che potrebbe avere rilievo sul piano disciplinare od organizzativo interno, più che sotto il profilo penalistico”. Da questo di vista, tuttavia, il legale sottolinea che “Poste Italiane non si è costituita parte civile nel processo”. L’istruttoria nei confronti di Radosta prenderà avvio nel marzo del 2027. L’imputato ha scelto il dibattimento, confidando che l’accertamento giudiziario “possa riconoscere l’insussistenza di qualsivoglia responsabilità” e valorizzare “la totale buona fede che ha caratterizzato il suo operato”.