CRISSOLO - Caso buoni benzina, Elisa Tarasco chiude la vicenda con la messa alla prova

La ex candidata di Fratelli d’Italia alle regionali 2024 era a processo per corruzione elettorale insieme al marito. La vicenda finì sotto la lente di Report

Andrea Cascioli 09/04/2026 19:35

Si chiude con la messa alla prova per Elisa Tarasco e per il marito Gabriele Genre il caso dei buoni benzina in cambio di voti che aveva coinvolto l’imprenditrice di Crissolo, candidata nel 2024 alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia. La vicenda era nata da un esposto del sindaco di Crissolo Fabrizio Re alla Procura di Cuneo, a seguito del racconto ascoltato da una coppia di residenti del paese, Kanti Fadelli e Daniele Brezzo. I due avevano riferito di essere stati avvicinati, il lunedì prima del voto, per la consegna di una busta contenente due buoni benzina da 50 euro l’uno e qualche santino elettorale di Tarasco. “Ci aiutiamo tra noi che siamo della valle” avrebbe detto in quell’occasione la candidata. Mesi dopo l’avvio delle indagini, in novembre, gli stessi Fadelli e Brezzo avevano raccontato l’accaduto alla trasmissione Report. A seguito delle rivelazioni un altro abitante di Crissolo, Luciano Mobiglia, ha riferito in un’intervista di essere stato “comprato” con cinquanta euro. La candidata e il marito gli avrebbero chiesto di fare “due parole” in privato, poi lui gli avrebbe dato una banconota da 50 euro, insistendo: “Per aiutare Elisa nei voti”. “I buoni benzina non me li ha dati perché io la patente non ce l’ho” aveva precisato Mobiglia: Genre, sapendolo, si sarebbe organizzato per accompagnarlo al seggio. Per queste ammissioni Mobiglia è finito a sua volta a processo per corruzione elettorale insieme a Tarasco e Genre. Per lui, che ha scelto il patteggiamento assistito dall’avvocato Flavio Manavella, il giudice Emanuela Dufour ha disposto una pena di due mesi e venti giorni. L’ex candidata e il marito hanno invece chiesto e ottenuto la messa alla prova, un istituto giuridico che consente la sospensione del procedimento penale per reati con pena non superiore a un massimo di sei anni. Gli imputati in questi casi vengono affidati all’ufficio di esecuzione penale esterna per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità presso istituzioni pubbliche, enti o organizzazioni di assistenza e volontariato. “Si è scelto di non celebrare il processo anche per evitare un ulteriore accanimento mediatico e per potersi dedicare alla collettività” dichiara l’avvocato Chiaffredo Peirone, difensore di Tarasco e Genre: “La vicenda è stata molto pesante per i miei assistiti” aggiunge, ricordando che l’accusa iniziale più ampia “è stata poi limitata alla contestazione iniziale della dazione dei due buoni benzina”.