SALUZZO - Il cane era abbandonato e denutrito, anche la vecchia proprietaria è colpevole

La donna è stata condannata per maltrattamenti. Dopo aver ceduto l’animale aveva lasciato l’Italia per un lungo periodo

Andrea Cascioli 17/02/2026 18:00

Non è bastato all’ex proprietaria dimostrare di essere stata a lungo lontana dall’Italia, dopo aver ceduto il suo cane con una scrittura privata, per evitare la condanna per maltrattamento di animale. La donna, M.U., cittadina albanese residente a Saluzzo, era finita a processo insieme al connazionale a cui aveva affidato il cane. La denuncia era arrivata dopo uno sfratto subito da quest’ultimo, in un alloggio locato a nome dell’amica. Qui i carabinieri e i veterinari dell’Asl avevano trovato il povero animale in stato di grande sofferenza: “Era un cane di grossa taglia, un molossoide, in uno stato che in medicina si definisce cachettico: uno stato di magrezza patologica” spiega la veterinaria del Centro Veterinario Saluzzese che lo visitò nel novembre 2022. Dall’esame medico era emerso che l’animale doveva trovarsi in quelle condizioni ormai da mesi, stante la perdita delle masse muscolari sulle zampe: “Era molto sporco e abbattuto, con infezioni cutanee. Non aveva febbri né malattie infettive, era solo molto denutrito, aveva unghie lunghissime e infette”. “Era la proprietaria del cane e avrebbe dovuto comunque garantirne il pieno stato di salute, curandosi o del passaggio di proprietà o dell’animale fino a quando ne aveva la responsabilità” sostiene il pubblico ministero Alessandro Bombardiere. Tuttavia, le circostanze in cui era stata rintracciata l’imputata hanno fatto propendere la Procura per una richiesta assolutoria, in mancanza dell’elemento soggettivo. All’ex proprietaria era stata notificata la denuncia presso l’aeroporto di Malpensa, al rientro da un soggiorno prolungato all’estero. “L’animale è stato trovato a casa del coimputato e la signora si trovava all’estero, il che fa presupporre una condotta di cessione del cane” ha concordato l’avvocato Alessandro Ferrero, menzionando l’esistenza di una scrittura privata tra vecchia e nuovo proprietario. Quest’ultimo aveva poi patteggiato una condanna. Anche la donna però è stata sanzionata dal giudice Graziana Cota, con una multa pari a quattromila euro.