CASALGRASSO - La “buona samaritana” si ferma per soccorrere un uomo a terra, lui si rialza e la picchia

Per quanto avvenuto a Casalgrasso, a pochi giorni da Natale, è arrivata la condanna. Il soggetto si era scagliato anche contro un anziano e una famiglia

Andrea Cascioli 14/07/2026 07:44

Le buone azioni purtroppo non sono sempre ripagate, nemmeno a due giorni da Natale. Ne ha subito le conseguenze in questo caso una giovane donna che aveva ritenuto opportuno fermare l’auto e chiedere a uno sconosciuto se avesse bisogno di aiuto, dopo averlo visto barcollare sul ciglio di una strada provinciale a Casalgrasso. Lui, invece di ringraziare, le si era avventato contro. “Puzzava di alcol e non era lucido” ha ricordato l’automobilista, attiva nel sociale a livello professionale: “Voleva prendermi la macchina - aggiunge - e ha fatto forza sul finestrino, finché si è frantumato. Poco dopo sono arrivati i carabinieri”. L’individuo si era già scagliato con un anziano che a sua volta gli si era approcciato per aiutarlo: la donna era intervenuta e ne aveva rimediato la frattura di un dito. Le cose avevano rischiato di prendere una piega ancora peggiore all’arrivo degli amici dell’ubriaco, i quali avevano dato manforte all’energumeno mentre accusava entrambi gli automobilisti, a turno, di averlo investito: “Erano anche loro alterati di alcol e c’era la ragazza dell’imputato: lui si è scagliato anche contro di lei”. L’aggressore, Haikel Aousji, un cittadino tunisino residente a Carmagnola, è finito a processo per lesioni e per il danneggiamento dell’auto della malcapitata soccorritrice. Nel processo è emerso che già in precedenza il tunisino, noto alle forze dell’ordine perché pregiudicato, aveva tentato di aggredire una famiglia che si dirigeva verso Carmagnola. Anche in quell’occasione l’auto, guidata da un papà con moglie e figlia piccola a fianco, si era fermata dopo aver notato la sagoma di una persona distesa nella neve: “Si è messo in mezzo alla strada, - ha ricostruito il guidatore - ha alzato le braccia e ha dato un colpo sul parabrezza. Mia moglie si è messa a urlare e mia figlia piangeva. Siamo andati via e abbiamo chiesto di mandare una pattuglia”. In base ai riscontri, era emerso che l’uomo era sotto l’effetto di stupefacenti oltre che dell’alcol. “È un atteggiamento assolutamente immotivato e pericolosissimo” ha osservato il pubblico ministero Alessandro Borgotallo, chiedendo una condanna a due anni di reclusione. Si evidenziava che oltre ad aggredire due persone il soggetto “ha compromesso seriamente l’ordine pubblico, perché oltretutto c’era il rischio concreto di investirlo”. “Non possiamo pensare che vada compreso perché vive ai margini della società e ha diritto di sfogare in questo modo il suo malessere” ha aggiunto il rappresentante dell’accusa, invitando il giudice a leggere la vicenda “dalla parte delle ignare vittime”. La pena finale fissata dal giudice Graziana Cota è di un anno e sei mesi di reclusione.