BAGNOLO PIEMONTE - Lasciò la madre malata in ospedale, il processo per abbandono si chiude con l’assoluzione

Solo nell’ultima udienza si è scoperto che l’anziana, affetta da una malattia neurodegenerativa, è nel frattempo deceduta: nessuno lo aveva comunicato

Andrea Cascioli 30/03/2026 10:04

Era finito a processo con l’accusa di abbandono di persona incapace un uomo di Bagnolo Piemonte che nel febbraio del 2020, poco prima dell’esplodere del Covid, aveva lasciato l’anziana madre malata nell’ospedale di Pinerolo, senza più preoccuparsi di riportarla a casa. Per l’anziana, affetta da una grave patologia neurodegenerativa, non era il primo ricovero. Il suo stato però si era nel frattempo aggravato, tanto che all’arrivo, riferiscono i medici, non era già più in grado di alimentarsi né di rispondere alle domande. In passato i sanitari erano riusciti a organizzare un trasporto in ambulanza a Bagnolo, a fronte dell’impossibilità per il figlio convivente di accompagnare la mamma con mezzi propri. Quella volta, però, erano presto emerse difficoltà nel contattare la famiglia, dopo qualche iniziale scambio telefonico con il figlio. “Ci lasciava perplessi il fatto che non si fosse fatto vedere in ospedale” spiega il direttore del reparto di Neurologia, parlando del motivo per cui, di concerto con l’assistente sociale, si era deciso di trasferire la paziente in una residenza. Qui la donna sarebbe poi deceduta nel giugno del 2023. Un particolare che il tribunale ha appreso solo nell’ultima udienza, per il tramite del patrono di parte civile: nessuno lo aveva comunicato in precedenza. La circostanza aggiunge ulteriore amarezza a quella che il pubblico ministero Alessandro Borgotallo ha definito “una vicenda umanamente molto triste”. Erano provati, secondo l’accusa, “il sostanziale disinteresse dell’imputato e il fatto che questa donna sia stata abbandonata a sé stessa”. Sebbene per l’imputato fosse stata chiesta una condanna a quattro mesi, il pm ritiene che “di sicuro non è lui l’unico autore di questa omissione”, stante la mancata presa in carico dai servizi sociali. Con il consorzio Monviso Solidale risulta un solo contatto, poi interrottosi, per la gestione delle pratiche legate alle procedure di valutazione geriatrica. Su questo aspetto si è concentrata l’avvocato Barbara Lettieri, difensore dell’accusato, rilevando come “probabilmente si sarebbe dovuto attenzionare il nucleo madre-figlio”. L’imputato, aggiunge la legale, “ha lasciato la madre presso il nosocomio di Pinerolo proprio perché si rendeva conto della sua incapacità di prestarle assistenza”, incapacità del resto “tempestivamente comunicata”. Il giudice Elisabetta Meinardi ha assolto l’uomo perché il fatto non sussiste.