SALUZZO - Multe ‘a raffica’ agli esercenti del Saluzzese: sotto accusa due agenti SIAE

Truffa, abuso d’ufficio e falso i reati ipotizzati. Gli imputati avrebbero sanzionato i locali pubblici con motivi pretestuosi per incassare la provvigione

a.c. 20/11/2019 19:24

Devono rispondere di truffa, abuso d’ufficio e falso due funzionari della SIAE la cui attività è stata ritenuta fin troppo ‘zelante’ dalla Procura di Cuneo. Il sospetto è che G.M. e M.N., rispettivamente mandatario e verificatore nella zona di Saluzzo per conto dell’ente pubblico che tutela i diritti d’autore, abbiano sanzionato con motivi pretestuosi diversi locali pubblici al solo fine di incassare la provvigione sulle multe.
 
I fatti contestati dal pubblico ministero Giulia Colangeli vanno dall’ottobre 2015 al marzo 2016. Vittime presunte alcune decine di commercianti e imprenditori del Saluzzese che si sarebbero visti comminare multe comprese fra i 60 e i 285 euro per supposte violazioni della proprietà intellettuale.
 
Diversi di loro sono già sfilati in tribunale davanti ai giudici collegiali di Cuneo: “A inizio 2016 un ispettore della SIAE ci multò perché avevamo la radio accesa in sala d’aspetto. Nel verbale però scrisse che la metratura del locale era più ampia di quella effettiva” ha raccontato un gommista di Manta.
 
Un impiegato, dipendente di un’officina di riparazioni auto a Saluzzo, ha riferito di essere stato multato dallo stesso ispettore: “Gli ho detto che avevamo un’autoradio in officina, smontata da un veicolo e installata in modo artigianale. Ho precisato che si trovava in un’area del fabbricato a cui avevano accesso solo i lavoratori, non nella sala d’aspetto per i clienti, ma l’incaricato ci ha sanzionati lo stesso”.
 
Stesso problema verificatosi con i due proprietari di un autosalone in città: “Tenevamo un’autoradio in esposizione, solo per mostrare ai possibili clienti il funzionamento dell’apparecchio. Non abbiamo mai avuto un sistema di filodiffusione della musica nel locale”.
 
Il processo è stato rinviato al 22 aprile 2020 per completare la lista testimoniale dell’accusa.

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