BAGNOLO PIEMONTE - Nei guai per una ricevuta falsa ai carabinieri. L’accusa: “Se n’è vantato in paese”

Protagonista della vicenda un bagnolese. Avrebbe ottenuto il dissequestro della sua Bmw presentando il bollettino di un pagamento già effettuato

a.c. 10/03/2022 12:24

Tutto nasce da un normale controllo su un’auto in sosta. Quella di A.F., residente a Bagnolo Piemonte, non molto lontano da dove una pattuglia dei carabinieri di Saluzzo aveva individuato la sua Bmw parcheggiata.
 
Poiché il veicolo, intestato a una società, risultava privo di copertura assicurativa, i militari avevano contestato una violazione e disposto il sequestro. Dopo la notifica del verbale, A.F. si era presentato nell’ufficio del luogotenente Giancarlo Usai. Aveva mostrato la ricevuta fiscale per il pagamento delle spese di recupero, il certificato di assicurazione stipulato e il bollettino con l’accredito dei 594 euro indicati a verbale. Verificata la sussistenza della copertura assicurativa, il carabiniere aveva provveduto a restituire il veicolo al suo legittimo proprietario. Tutto regolare, insomma.
 
Invece no, avrebbero scoperto tre anni dopo le forze dell’ordine. Perché nel novembre del 2020 in caserma a Saluzzo è arrivata una comunicazione dal comandante della stazione dell’Arma di Bagnolo. Si dava atto che A.F. avrebbe esibito una ricevuta falsa al momento del dissequestro: ottenendo così di riavere la sua auto senza pagare la multa, ma la sola assicurazione.
 
“Ho verificato che il bollettino riportava il numero di un verbale relativo a un altro sequestro, sempre effettuato in zona e relativo a un veicolo intestato alla società facente capo ad A.F.” ha spiegato il luogotenente Usai. Il sequestro in quel caso aveva riguardato una Citroen C3 ed era stato eseguito solo un mese prima. Dopo la denuncia per falso materiale, era stata eseguita una perquisizione alla ricerca della ricevuta originale: “A distanza di tre anni non siamo riusciti a trovare la ricevuta in possesso di A.F., noi ne avevamo solo una fotocopia. In mancanza dell’originale non è stato possibile verificare se il documento fosse stato alterato con un programma di photoshop, quel che è certo è che il verbale non è mai stato pagato alle Poste”.
 
Ma come si è arrivati a scoprire il presunto falso? Grazie a una fonte confidenziale, parrebbe: “Il maresciallo Di Marco di Bagnolo ha detto di aver saputo che A.F. si vantava in paese di aver prodotto una ricevuta falsa, con il timbro contraffatto. Il falso, in effetti, era realizzato così bene che non ho notato l’alterazione del timbro”. Su questa circostanza sarà lo stesso Di Marco a riferire il prossimo 10 maggio.

Notizie interessanti:

Vedi altro