PAESANA - Ottantaquattromila euro in fumo: i risparmi di famiglia in mano a un truffatore

L’uomo è stato condannato a tre anni. Aveva fatto credere a una coppia di amici di essere in affari con un broker svizzero, millantando “investimenti” mai esistiti

Andrea Cascioli 03/02/2026 19:10

Agli amici aveva fatto credere di aver costruito una piccola fortuna giocando con gli investimenti di borsa, in società con un broker svizzero che - dal canto suo - ha poi fatto sapere di non aver mai avuto nulla a che fare con lui. M.P., romano, residente a Paesana, giocava in realtà solo con le aspettative di una coppia di conoscenti che gli ha affidato i risparmi di tutta una vita. Ottantaquattromila euro in fumo, compresi i soldi che i due avevano messo da parte per gli studi del figlio. “Andavamo in montagna dove abitava lui, a Paesana, ogni quindici o venti giorni e ci sentivamo al telefono settimanalmente” hanno raccontato le persone offese. A colpirli era stato lo stile di vita di quel loro conoscente, presentatogli da un amico comune: “Faceva una bella vita e non aveva mai lavorato”. Lui parlava spesso delle sue spese, non lesinava su nulla: “Se alla mia compagna piace qualcosa, gliela compro”. Lussi sostenuti, a suo dire, grazie a una pensione di invalidità dall’esercito e ai fantomatici investimenti. “All’epoca c’era il Covid, io ho detto che avevo qualche risparmio da parte e di volerlo investire” ha confermato in aula l’autore della denuncia. Solo dopo sarebbe arrivata l’amara scoperta: i contatti con la Svizzera erano un bluff, il numero di telefono del fantomatico broker corrispondeva a quello dell’“amico”. L’imputato “ha sfruttato al massimo la situazione, fingendosi un rappresentante di istituzioni rispettabili” come l’esercito, ha sottolineato nella sua requisitoria il pm Anna Maria Clemente, chiedendo la condanna a due anni e sei mesi di carcere. Il giudice Marco Toscano gliene ha comminati tre, più una multa di 1.200 euro. Pochissime, invece, le speranze di recuperare il maltolto: la coppia spiega di non essersi nemmeno costituita in giudizio, per non dover affrontare ulteriori spese. “Mi ha rovinato ed è stata mia moglie a tirarmi fuori da questa storia” ha confidato la vittima della truffa: “Oggi stiamo ripartendo da zero, ma è dura ricominciare: sono in debito con la banca e anche con i miei genitori”.