SALUZZO - Saluzzo, entrò armato nel PAS minacciando i presenti: a giudizio un immigrato

L’imputato era stato trovato con un grosso coltello all’interno del centro di accoglienza per gli stagionali

a.c. 28/11/2019 16:37

 
Deve rispondere di porto d’armi abusivo, minaccia e resistenza continuata a pubblico ufficiale un immigrato di origine subsahariana, S.E., denunciato dai Carabinieri di Saluzzo nell’agosto 2018 in seguito a un intervento svolto nel dormitorio per i lavoratori stagionali.
 
Erano stati gli operatori della cooperativa Armonia, che gestisce insieme ad altri soggetti il centro di accoglienza, a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per placare la furia di uno degli ospiti, presentatosi nella struttura allestita presso il Foro Boario con un coltellaccio in mano. L’uomo agitava l’arma inveendo contro alcuni presenti e in particolare contro un altro ospite del PAS (Progetto Accoglienza Stagionali). Pare che quest’ultimo lo avesse redarguito perché più volte si era recato nel vicino parco pubblico in stato di alterazione, attirando i controlli dei Carabinieri.
 
In udienza, una delle educatrici ha raccontato di aver visto l’imputato rientrare ubriaco nel dormitorio più di una volta. Tuttavia “non aveva mai aggredito nessuno, si limitava a venire in ufficio da noi per chiacchierare”. Quella sera, i dipendenti della cooperativa erano stati avvisati che due ragazzi si stavano picchiando, e avevano trovato S.E. armato e visibilmente agitato.
 
Il comandante della locale stazione dell’Arma, Fabrizio Giordano, ha riferito che i militari avevano subito percepito di trovarsi davanti a “una situazione di grave pericolo, non un semplice litigio”. Nemmeno alla loro vista S.E. si sarebbe calmato, continuando a minacciare sia i suoi uomini che gli altri immigrati. Solo dopo alcuni minuti di trattativa avrebbe infine posato il coltello. Tra i suoi vestiti era stata rinvenuta una seconda lama spezzata, forse proveniente anch’essa dalla cucina del centro. Il giovane era stato quindi affidato al 118 e sottoposto a ricovero psichiatrico.
 
Il processo a suo carico è stato rinviato al 24 febbraio 2020 per sentire altri testi.

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