Avevano cercato di disfarsi di un telefono cellulare scoperto in cella, tentando perfino di farlo scomparire nel water. Protagonisti dell’azione alcuni detenuti del carcere di Saluzzo, uno dei quali era stato notato armeggiare con il telefonino nella serata di martedì. La scoperta è stata subito comunicata alla sorveglianza generale, intervenuta per organizzare un controllo all’interno della cella e sequestrare l’apparecchio. I detenuti si sono opposti all’ingresso del personale, ostacolando l’accesso e spingendo alcuni agenti all’esterno della cella. In particolare, uno dei tre presenti avrebbe impedito più volte l’ingresso degli agenti, forse per dare tempo agli altri di disfarsi del cellulare. Al termine del turno uno dei sovrintendenti coinvolti, già visitato dal medico interno perché lamentava dolore alla cervicale a causa di una spinta ricevuta, si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Savigliano. Qui è stato visitato e dimesso con cinque giorni di prognosi. I detenuti hanno continuato a ostacolare le operazioni anche utilizzando la branda come sbarramento. Attraverso lo spioncino della cella, gli agenti avevano constatato che uno di loro cercava di disfarsi del telefono nel wc e versando secchi d’acqua. “Ormai le carceri italiane sembrano diventate dei veri e propri colabrodo e dei call center illegali. La polizia penitenziaria, nonostante la carenza di uomini e mezzi, continua a svolgere il proprio lavoro con professionalità e senso del dovere, e speriamo che l’amministrazione lo sappia riconoscere” ha dichiarato in proposito Leo Beneduci, segretario generale del sindacato Osapp.