SALUZZO - Se telefonando: il cellulare è nelle mani del detenuto ‘ndranghetista

La scoperta al carcere “Morandi” di Saluzzo nella mattina di sabato. Venerdì era stato recuperato un drone, avvistato dal personale in servizio sul muro di cinta

Immagine di repertorio

Redazione 18/01/2026 07:40

Un telefono cellulare nelle mani di un detenuto appartenente alla ‘ndrangheta, inserito nel circuito di alta sicurezza del carcere di Saluzzo. La Polizia Penitenziaria lo ha scoperto durante un controllo al “Morandi” nella giornata di venerdì 16. Non è tutto, perché nella mattinata di sabato, intorno alle 9,40, nell’area detentiva è stato recuperato e sequestrato un drone che il personale di vigilanza armata aveva avvistato poco prima dal muro di cinta dell’istituto. Gli agenti hanno avviato subito le indagini per chiarire l’accaduto e prevenire qualsiasi tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari o altri materiali vietati. A Saluzzo sono svariati gli episodi di questo tipo: già a fine novembre un drone, pilotato dall’esterno e schiantatosi sul tetto del magazzino, era stato recuperato con quattro telefoni cellulari appesi a una lenza lunga 150 metri. Pochi giorni dopo, in dicembre, era stato individuato un altro drone. Il segretario generale del sindacato Osapp Leo Beneduci loda “l’instancabile impegno e la perspicacia del personale della Polizia Penitenziaria di Saluzzo” che “confermano la determinazione nella salvaguardia della sicurezza dell’istituto, a beneficio dell’ordine e della sicurezza pubblica”. “Gli istituti penitenziari italiani, ivi compreso quello di Saluzzo, funzionano grazie agli enormi sacrifici e alla professionalità dei poliziotti, spesso lasciati soli e senza adeguato supporto” continua il sindacalista, esprimendo l’auspicio che “la politica assuma seri provvedimenti e che l’amministrazione riconosca l’encomiabile lavoro del personale della Polizia Penitenziaria di Saluzzo”.