SANFRONT - Tentata rapina alle poste di Sanfront, a processo due complici

Un uomo residente in paese è accusato di aver fatto da autista nel fallito colpo, che sarebbe stato architettato da un torinese

a.c. 03/07/2019 18:43


Era stata soltanto la prontezza di spirito di un’impiegata a sventare una rapina all’ufficio postale di Sanfront il 5 agosto di due anni fa. La donna, quel giorno unica sportellista in ufficio, si avviava ad aprire la porta sul retro dell’edificio quando era stata avvicinata da un uomo con un passamontagna che aveva cercato di strapparle le chiavi. L’impiegata era riuscita a divincolarsi e chiedere aiuto, approfittando dell'incertezza del malvivente, che poi si era allontanato verso il centro del paese.

La descrizione di un uomo alto, longilineo, con i capelli bianchi e uno zaino in spalla aveva portato poco dopo all’identificazione di S.G., pregiudicato 55enne, fermato dai Carabinieri del nucleo operativo di Saluzzo. Per questo reato S.G. ha ammesso la propria responsabilità ed è già stato condannato, ma la vicenda giudiziaria non si è ancora chiusa: due presunti complici del maldestro rapinatore sono comparsi perciò in udienza davanti al tribunale di Cuneo.

A ricostruire i fatti questa mattina è stato il luogotenente dell’Arma Giancarlo Usai, in servizio presso il Comando Compagnia di Saluzzo, che era stato il primo a individuare il possibile responsabile del fallito colpo poco dopo aver ricevuto la segnalazione: il pregiudicato era appena sceso da un’auto nei pressi del Lidl di via Revello quando i militari l’avevano fermato e accompagnato in caserma per un controllo. Nella sua borsa a tracolla erano stati rinvenuti vari indumenti tra cui un cappuccio, un berretto con visiera, un coprigola da motociclista e un guanto da lavoro sinistro. Quest’ultimo aveva fornito un indizio decisivo perché era risultato compatibile con un guanto destro che i Carabinieri di Paesana avevano ritenevano essere stato perso dal fuggitivo nell’atto di risalire in auto.

Il fermato, caduto più volte in contraddizione, aveva infine confessato di essere l’autore della tentata rapina. Dalle successive dichiarazioni rese dal reo confesso le forze dell’ordine erano potute risalire anche al guidatore dell’automobile da cui era stato visto scendere in fretta poco prima di essere individuato: si tratta di L.C., residente a Sanfront, che la Procura ritiene aver fatto da autista e ‘basista’ dell’operazione. La stessa impiegata dell’ufficio postale lo conosceva come cliente.

Il terzo presunto complice individuato è E.G., domiciliato a Luserna San Giovanni in provincia di Torino. Le indagini sui tabulati e le intercettazioni telefoniche hanno permesso di stabilire che solo due giorni prima l’uomo si era recato nel Saluzzese, come confermato dall’autore materiale del tentativo di rapina. Sembra però che il rapinatore e il suo presunto autista non si conoscessero da prima, mentre dalle telefonate tra S.G. ed E.G. traspare una notevole confidenza: gli investigatori ritengono perciò che quest’ultimo sia stato l’organizzatore del colpo e il tramite tra gli altri due complici.

Il prossimo 17 luglio è attesa la sentenza.

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