MARENE - Imprenditore denuncia l’ex dipendente: “Creò finte mail per ‘dirottare’ i clienti”

A parlare in aula è il titolare di un’azienda di impianti fotovoltaici con sede a Marene. Secondo lui l’imputato avrebbe operato in favore di un concorrente

a.c. 09/09/2021 18:30

È finito all’esame della giustizia penale il rapporto di lavoro tra un tecnico assunto presso una ditta di impianti fotovoltaici e la sua ex azienda con sede a Marene.
 
Il suo ex datore di lavoro lo accusa di aver alterato alcuni indirizzi mail con i quali si relazionavano i clienti, al preciso scopo di sabotarne le attività a vantaggio di un concorrente. L’imputato, G.G., era assunto fin dal 2011 e si occupava degli aspetti manutentivi relativi agli impianti anche in relazione diretta con i clienti. Nel 2015, poi, i due soci dell’azienda avevano diviso le loro strade: “G.G. era rimasto a lavorare con me, mentre il mio ex socio aveva avviato un’attività analoga a Fossano” ha spiegato al giudice l’autore della denuncia. “Tra noi - ha aggiunto - c’è un contratto di non concorrenza in base al quale l’altra società si impegnava a non operare su determinati clienti. Per maggior sicurezza avevo anche cambiato tutte le password per accedere alle singole posizioni dei clienti, soltanto io e G.G. ne eravamo in possesso”.
 
L’azienda, ha spiegato l’imprenditore, monitora costantemente alcuni impianti mentre su altri interviene solo “a chiamata”, cioè nel momento in cui viene segnalata un’anomalia. Proprio da alcuni contratti del secondo tipo sono nati i problemi che hanno portato alla denuncia: “Dopo essere stato chiamato da un cliente di Genola ho constatato che i suoi impianti erano fermi da tre giorni e che la nostra mail di riferimento era stata sostituita da una molto simile, ma differente. A quel punto ho mangiato la foglia: il cliente mi disse che avevano provato a contattarmi senza riuscirci, allora si era rivolto a G.G.”.
 
Con il dipendente, al momento della segnalazione, i rapporti si erano già fatti problematici: “Nell’ultimo periodo non veniva più a lavorare, gli avevamo anche inviato una nota disciplinare. La cosa ci ha creato difficoltà perché da sette anni i clienti erano abituati a rapportarsi con lui”. A marzo 2018, infine, G.G. si sarebbe licenziato per poi firmare un contratto presso la ditta dell’altro suo ex datore di lavoro. Una circostanza che ha contribuito ad alimentare i sospetti della parte offesa: “Ho scoperto che anche altre mail e password erano state cambiate. Gli alert automatici sulle avarie arrivavano a una mail facente capo all’azienda del mio ex socio, anche quelli relativi ai clienti compresi nel contratto di non concorrenza”.
 
L’autore della querela ha parlato di danni ingenti a seguito di questo supposto “dirottamento” per il quale G.G. deve ora rispondere del reato di accesso abusivo a postazione informatica: “Ho perso contratti da 90mila euro, pur cercando di recuperare il rapporto di fiducia con i clienti”.
 
Il processo è stato rinviato al 6 dicembre per l’esame dell’imputato e la discussione finale.

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