SAVIGLIANO - In auto ubriaco e senza patente, cercò di convincere i carabinieri che guidava l’amico

Condanna per un pregiudicato, fermato da una pattuglia a Savigliano. Spiegò che al volante c’era l’altro uomo, ma lui non sapeva nemmeno avviare il veicolo

a.c. 15/03/2023 14:40

Non aveva convinto i carabinieri, fin dal primo momento, la curiosa versione offerta da un automobilista fermato a Savigliano per un controllo. L’uomo, trovato senza patente e in stato di ebbrezza, aveva negato da subito: “Non guidavo io, sia chiaro! Guidava lui che vuole comprarla”.
 
“Lui” sarebbe l’altro uomo identificato a bordo del veicolo, un’Audi TT di colore grigio, nella stessa sera del 4 febbraio dello scorso anno. Peccato che quest’ultimo, richiesto di seguire la volante fino in caserma, non sapesse nemmeno come innestare la marcia col cambio automatico. Tutto ciò ha contribuito a inguaiare ancor di più F.M., pregiudicato di nazionalità italiana, classe 1984.
 
I militari hanno spiegato di aver notato la sua Audi mentre percorreva a gran velocità via XXIV Maggio. Per non creare pericoli alla circolazione, anziché mettersi all’inseguimento si erano limitati a seguire il veicolo fino al piazzale del supermercato In’s in via Torino. Solo a quel punto avevano avvicinato la macchina, parcheggiata a fari accesi. F.M. era balzato fuori dall’abitacolo non appena aveva notato la gazzella del 112, senza sapere che la pattuglia l’aveva già visto e riconosciuto mentre guidava. Ai carabinieri aveva spiegato che l’Audi era intestata alla madre, proprietaria di una concessionaria multimarche, e che lui si era incaricato di accompagnare un potenziale acquirente durante una “prova su strada” in notturna.
 
All’epoca il 38enne, gravato da molteplici precedenti per guida in stato di ebbrezza, era già stato sottoposto al provvedimento di revoca della patente. Sia sul posto che in caserma avrebbe rifiutato di sottoporsi al test alcolemico. Mentre avvicinava l’altro occupante del veicolo, per giunta, gli operanti l’avevano sentito mormorare frasi come “digli che guidavi tu, o passo dei guai… digli che volevi comprarla”. L’amico in un primo momento si era prestato al gioco, salvo mostrare la propria imperizia poco dopo. Qualche giorno più tardi, in interrogatorio, avrebbe rivisto le dichiarazioni iniziali e ammesso di non aver mai guidato l’Audi.
 
Il giudice, in accoglimento delle richieste della pubblica accusa, ha condannato F.M. a quattro mesi di arresto e 2200 euro di multa.

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