Sarà aperta al pubblico a partire dal 29 marzo la mostra “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre”. Tra dipinti, incisioni e sculture, sono più di cinquanta i volti reali e immaginari che popoleranno le sale espositive, tra le opere realizzate Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti maestri del ‘900. La mostra è a cura di Francesco Poli. Nella sua vasta e articolata attività artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, così come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha sempre coltivato un grande interesse per la ritrattistica mai intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche, come nel caso di familiari, a quelle fortemente espressioniste e visionarie, come succede con il volto di Franz Kafka, derivato da una foto ma trasfigurato in una enigmatica atmosfera lunare. Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai numerosi autoritratti di Lattes, come il memorabile Autoritratto con cappello, marionette e uccello del 1990, in cui l’autore si rappresenta circondato da marionette e fantocci, suscitando in chi osserva una domanda: è egli capocomico o parte di questo teatrino? Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, vengono esposti diversi ritratti provenienti dalle collezioni della stessa Fondazione Bottari Lattes insieme a quelle di altre gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso contesto artistico. La selezione comprende dipinti di Felice Casorati, di esponenti del gruppo dei Sei come Jessie Boswell, Francesco Menzio e Carlo Levi, di Luigi Spazzapan, Italo Cremona e Mario Calandri; e di tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e Carol Rama. Tre sono le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone. Non mancano le incisioni, tecnica dalla quale Lattes fu sempre affascinato, producendo egli stesso centinaia di opere di questo tipo: in mostra delle nitide fisionomie incise dell’amico cecoslovacco Jiri Anderle e un sintetico volto di Mario Surbone. Tra i dipinti, emergono il piccolo ritratto della moglie di Menzio e uno molto intenso della modella di Calandri, accompagnato da un disegno preparatorio delineato con altrettanta sensibilità. Un altro ritratto di modella, ma decisamente più ludico e un po’ osé è Vittoria sul cavallo di gesso di Cremona. I visitatori troveranno particolarmente interessante il confronto fra gli introversi autoritratti di Lattes e quelli di alcuni di questi artisti, tra cui quello ironico in canottiera di Cremona, quello carico di vitale tensione segnica di Spazzapan, quello intenso e melanconico di Maugham, o ancora l’onirico Risveglio con la madre di Levi, dove il pittore si rappresenta con un solo occhio aperto; e quello di bizzarra espressività di Carol Rama. La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30; mentre sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione. In occasione di questa esposizione si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Bottari Lattes e l’Ente Fiera di Alba, che ha inserito la mostra all’interno del calendario di eventi culturali promosso da Vinum Alba 2026, la fiera internazionale dei vini del Piemonte. “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre” è realizzata con il contributo di Regione Piemonte; con il sostegno di Vinum Alba - Fiera Internazionale dei vini del Piemonte e con il patrocinio del Comune di Monforte d’Alba, dell’Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e di Confindustria Cuneo. Partner Assicurativo: Italiana Assicurazioni (Agenzia Alba Mondovì – Sciolla). Mario Lattes Mario Lattes (Torino, 1923 - 2001), pittore, scrittore ed editore, è stato un personaggio di spicco nel mondo culturale del capoluogo piemontese del secondo Novecento. Durante il periodo bellico sfugge alle leggi razziali rifugiandosi a Roma e a Rieti, unendosi poi alle truppe alleate in qualità di interprete. Rientra a Torino, la sua amata e odiata città, nel 1945. Dopo la seconda Guerra mondiale dirige la Lattes Editori, fondata dal nonno Simone Lattes nel 1893. Collabora con scritti e disegni alle più importanti riviste culturali del momento e nel 1953 fonda la rivista “Galleria” poi “Questioni” diventando voce influente del mondo culturale non solo locale. Tra il 1958 e il 1985 scrive diversi romanzi e racconti, poesie e la tesi di laurea Il Ghetto di Varsavia, raccolti nell’edizione critica Opere Olschki ed. Del 1947 è la sua prima mostra alla galleria La Bussola di Torino, a testimonianza delle maturate esperienze artistiche, nate durante il soggiorno laziale e coltivate per tutta la sua vita, come artista e collezionista. Fino alla fine degli anni novanta allestisce personali a Torino, Roma, Milano, Firenze e Bologna e partecipa con successo a due edizioni della Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Torino e di Roma oltre a diverse esposizioni collettive. Francesco Poli Francesco Poli è storico e critico d’arte. Ha insegnato Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera e all’Université Paris 8. Ha pubblicato numerosi saggi sull’arte moderna e contemporanea tra cui: La Metafisica; Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale; Il sistema dell’arte contemporanea; Arte moderna. Dal postimpressionismo all’informale; Arte contemporanea. Le ricerche internazionali dalla fine degli anni ’50 ad oggi; La Scultura del Novecento; Mettere in scena l’arte contemporanea (con F.Bernardelli); Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna; L’ironia è una cosa seria. Strategie dell’arte d’avanguardia e contemporanea. Collabora a “La Stampa” e con riviste specializzate. Ha curato numerose mostre in musei, spazi pubblici e privati. La Fondazione Bottari Lattes La Fondazione Bottari Lattes è nata nel 2009 a Monforte d’Alba, dalla volontà di Caterina Bottari Lattes. Ha come finalità la promozione della cultura e dell’arte e l’ampliamento della conoscenza del nome di Mario Lattes (1923-2001) nella sua multiforme attività di pittore, scrittore, editore e animatore di proposte culturali. Mario Lattes è stato un testimone lucido e anticonformista, artista di respiro internazionale, cui va il merito della diffusione in Italia di pittori e autori stranieri di grande valore. Fu direttore dell’omonima casa editrice, fondata dal nonno nel 1893, per lungo tempo punto di riferimento della scuola italiana. Tra le pubblicazioni scolastiche realizzate si ricorda l’antologia La biblioteca illustrata con i disegni di Mario Lattes per gli studenti delle scuole medie. La Fondazione Bottari Lattes non ha scopo di lucro. Porta avanti iniziative di studio e di ricerca culturale, curandole direttamente o in collaborazione con altri enti o istituzioni, e organizza progetti e appuntamenti culturali. Tra le principali attività: il Premio letterario internazionale Lattes Grinzane, il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, mostre di arte e fotografia, i progetti per le scuole come Vivolibro, i convegni. La sede della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16, Monforte d’Alba) conserva la Biblioteca Mario Lattes, l’Archivio delle carte di Mario Lattes e di altri fondi documentali in possesso della Fondazione e la pinacoteca Mario e Caterina Lattes, che fa parte nella rete degli Istituti Culturali piemontesi. Nel 2017 la Città di Torino-Presidenza del Consiglio Comunale ha intitolato a Mario Lattes i giardini pubblici di Piazza Maria Teresa, come riconoscimento all'impulso culturale profuso da Lattes nei suoi tanti impegni e iniziative portati avanti nel capoluogo piemontese. Nel 2023, a cento anni dalla nascita di Mario Lattes, la Fondazione ha celebrato la ricorrenza con una pubblicazione, due mostre e vari incontri a lui dedicati, mettendo in luce quali e quante fossero le diverse anime dell’artista torinese.