La primavera nelle Langhe comincia con un gesto atteso: riaprire le porte dei castelli. Porte che custodiscono storie diverse, ma unite da un filo comune fatto di paesaggio, memoria e cultura del vino. A inaugurare la stagione 2026 sono il WiMu – Museo del Vino e il Castello di Serralunga d'Alba, primi tasselli di un sistema che nei prossimi mesi tornerà a coinvolgere anche Magliano Alfieri e Roddi. Il WiMu riaprirà domenica 1° marzo, con orario continuato dalle 10.30 alle 19, ultimo ingresso alle 18. Lo stesso orario sarà mantenuto anche nel fine settimana del 7 e 8 marzo, mentre dal 14 marzo il museo entrerà nel pieno della stagione con apertura tutti i giorni, sempre dalle 10.30 alle 19. Le sale del Castello Falletti tornano così ad accogliere il pubblico con il percorso immersivo dedicato al vino come esperienza culturale, storica e sensoriale. Accanto alla visita tradizionale, il calendario prevede il ritorno di appuntamenti consolidati come la Wine Experience, le visite tematiche per abbonati e non, e le attività per bambini, confermando il WiMu come luogo dinamico e partecipato. Non mancheranno anche numerose sorprese e novità nel calendario. Tra gli eventi da non perdere “Donne. Sfumature di vite”, il fine settimana con cui il WiMu inaugura simbolicamente la nuova stagione, trasformando il Castello di Barolo in uno spazio di racconto, incontro e condivisione. Dal 6 all’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il museo proporrà tre giornate capaci di legare insieme musica, parole, storia e convivialità. Il Castello di Serralunga tra conferme e sorprese Dal 14 marzo riaprirà anche il Castello di Serralunga d’Alba, inizialmente nei fine settimana e nei giorni festivi, con visite al mattino dalle 10.30 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Dal 1° maggio l’apertura si estenderà: il giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30 e dal venerdì al lunedì con doppia fascia oraria mattutina e pomeridiana. L’accesso è consentito esclusivamente con visita guidata della durata di 45 minuti, a orari fissi e prestabiliti, una modalità necessaria per garantire la tutela del bene storico e la sicurezza del pubblico. Anche a Serralunga torneranno iniziative che hanno riscosso grande successo, come Il Castello Segreto e Prosit!, oltre alle visite dedicate a famiglie e possessori dell’abbonamento Musei Torino Piemonte. Nel mese di luglio sono già previsti due appuntamenti di Serralunga Wine Night, mentre sono in fase di definizione diverse iniziative nuove e coinvolgenti. Il Castello di Serralunga d’Alba è un bene statale gestito dalla Direzione regionale Musei Nazionali Piemonte e valorizzato attraverso un accordo di partenariato speciale pubblico-privato con la Barolo & Castles Foundation. Le prossime aperture In questo quadro, le riaperture si articolano progressivamente nei mesi primaverili, completando il disegno di un’offerta culturale distribuita tra Langhe e Roero. Il Castello di Magliano Alfieri riaprirà dal 4 aprile, nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 10.30 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 17.30. Il Castello di Roddi tornerà visitabile dal 1° maggio, con apertura la domenica e nei giorni festivi. Per ulteriori informazioni: www.barolofoundation.it. “Non parliamo di singole riaperture, ma di un sistema culturale che si riattiva nel suo insieme”, sottolinea Liliana Allena, presidente della Barolo & Castles Foundation. “Il WiMu e i Castelli di Serralunga d’Alba, Magliano Alfieri e Roddi sono luoghi diversi per storia e vocazione, ma fanno parte di un progetto unitario che valorizza il territorio attraverso esperienze complementari: dal museo immersivo alla fortezza medievale, dalle residenze storiche ai manieri che testimoniano l’evoluzione del territorio e della cultura nei secoli. La stagione 2026 è pensata per rafforzare questa rete, con la consapevolezza che ogni castello contribuisce in modo specifico anche alla narrazione del paesaggio. Entrare in questi luoghi significa rallentare lo sguardo, cogliere la quiete delle colline delle Langhe e del Roero, lasciare che il tempo accompagni un calice di vino e il buon cibo, ritrovando nella lentezza un modo autentico di vivere e comprendere il territorio”.