Due volte all’anno, a novembre e a marzo, Dronero diventa città capitale della cultura in Piemonte, un crocevia di storie che arrivano da lontano e di riflessioni che scavano nel profondo. Uno di questi momenti è arrivato: domani sera, lunedì 16 marzo, prende ufficialmente il via l’edizione primaverile del Ponte del Dialogo, il festival letterario diffuso che si conferma, anno dopo anno, uno degli osservatori più lucidi e autorevoli sulla complessità del nostro tempo. Il festival non è solo una rassegna di libri; è un’operazione di resistenza culturale che pone il confronto e la parola al centro della vita civile. In un’epoca di frammentazione, Dronero sceglie di costruire ponti: tra le generazioni, tra la storia e il futuro, tra il rigore della ricerca scientifica e l’emozione del racconto. Ad aprire la settima edizione del Festival domani sera sarà Ascanio Celestini, uno degli interpreti più intensi del teatro di narrazione italiano. Conosciuto per la sua capacità di trasformare la cronaca in poesia e la memoria collettiva in impegno civile, Celestini porterà a Dronero le sue riflessioni sulla società contemporanea, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale sulle "ferite" e le speranze del nostro tempo. La sua presenza sancisce la vocazione di un festival che non ha paura di interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive. Per presentare il suo libro Poveri Cristi, l’autore dialogherà con Alberto Gedda, direttore de “Il Corriere di Saluzzo”. Il cartellone di quest’anno è un mosaico di altissima qualità che alterna grandi nomi della letteratura a inchieste di bruciante attualità. Tra gli appuntamenti più attesi spicca la partecipazione di Erri De Luca. Una delle voci più profonde della narrativa internazionale approderà in Valle Maira con "L’età sperimentale", un’opera che esplora con delicatezza e vigore i territori del tempo e dell’esperienza umana, nobilitando ulteriormente la proposta del festival. Ma il Ponte del Dialogo è anche un luogo di indagine sociale e politica. Il programma vedrà l’analisi critica di David Bidussa sulle trasformazioni dell'intellettuale contemporaneo e le inchieste di Alessandro Mulieri sulle nuove derive ideologiche della destra. Temi complessi trattati con il rigore necessario a fornire ai cittadini strumenti di comprensione critica. La memoria è il filo conduttore che lega molti degli incontri. La ricerca storica sarà rappresentata da figure del calibro di Gianni Oliva e Pierangelo Gentile, mentre Andrea Askari Rossini porterà una testimonianza fondamentale sulle rotte balcaniche, guardando dritto negli occhi le tragedie che si consumano ai confini dell'Europa. Il festival celebra anche l'identità del territorio e le eccellenze italiane: dalla storia industriale della famiglia Bialetti, l’epopea dell’Omino coi Baffi raccontata da Alessandro Barbaglia, fino alla leggenda sportiva di Stefania Belmondo, orgoglio delle terre cuneesi e simbolo di una determinazione che si fa esempio di vita. Non mancheranno sguardi pedagogici e sociali di alto profilo, come gli approfondimenti curati da Alberto Pellai e l’indagine di Claudia De Lillo sulle sfide dell’identità maschile oggi, un tema quanto mai urgente nel dibattito pubblico attuale. Il Ponte del Dialogo è un festival "diffuso" per scelta. Dalla Sala Milli Chegai al Teatro Iris, dal Centro Europeo Giovanni Giolitti ad Espaci Occitan, ogni incontro invita il pubblico a riscoprire la bellezza architettonica e la vitalità comunitaria di Dronero. È un invito al viaggio, fisico e intellettuale, che parte domani e che promette di lasciare tracce profonde in chiunque vorrà farsi attraversare dalle parole dei suoi protagonisti. Il Festival è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Dronero, con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione CRC, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Banca di Caraglio. L’organizzazione è curata dall’Agenzia di Sviluppo Locale di AFP. Collaborano al Festival l’Istituto Comprensivo di Dronero, nell’ambito della sezione Young, l’Istituto Alberghiero di Dronero, per l’accoglienza del pubblico insieme allo staff del Festival, numerose associazioni e istituzioni culturali di Dronero: il Centro Europeo Giovanni Giolitti, il Centro Studi Cultura e Territorio, Espaci Occitan, il Museo Luigi Mallé, la Biblioteca Civica di Dronero, APICE, Aragno Humanities Forum, Archivio Scritture Migranti dell’Università di Venezia, il Distretto del Commercio di Dronero e della Valle Maira, l’associazione “Prometheus” e “Il Bottegone” che in ogni edizione del festival omaggia gli ospiti che vengono da più lontano con una borsa di prodotti locali. Il programma completo del Festival, eventuali aggiornamenti e informazioni sugli eventi sono disponibili sul sito del festival www.pontedeldialogo.it e sui profili social. Per informazioni si può scrivere a pontedeldialogodronero@gmail.com o chiamare il numero 329.1365655.