CUNEO - Auguri al maresciallo Giuseppe Fazzino: a cento anni è fra i “super nonni di Cuneo”

L’ex poliziotto, originario del Siracusano, è fra i più anziani residenti di sesso maschile in città. Un primato intrecciato a una storia personale segnata da sacrifici

09/07/2026 17:21

Nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 9 luglio, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e l’assessora alla Terza Età Paola Olivero hanno fatto visita al signor Giuseppe Fazzino, raggiungendolo presso l’abitazione della figlia, per festeggiare insieme a lui il traguardo dei cent’anni. Un compleanno che assume un valore particolare per la città: Fazzino è infatti l’unica persona di sesso maschile residente a Cuneo ad aver raggiunto questo traguardo nel 2026 (le altre sono tutte donne), un primato che si intreccia con una storia personale segnata da sacrifici. Nato nel Siracusano, a Melilli, nel difficile periodo immediatamente successivo alla guerra, Fazzino è cresciuto in una famiglia di umili origini, in un contesto in cui le difficoltà erano la condizione quotidiana. Proprio per sfuggire a quella realtà, decise di arruolarsi in polizia, iniziando il suo servizio come agente di volante in diverse località del Sud Italia. Il trasferimento stabile a Savona rappresentò per lui un punto di svolta: in quella città costruì la sua famiglia insieme alla moglie Maria, casalinga, anch’essa originaria di Melilli, e ai figli Paolo e Nella. Gli anni successivi furono caratterizzati da un impegno costante, volto a migliorare la propria condizione lavorativa ed economica. La sua intraprendenza lo portò a crescere professionalmente fino al grado di maresciallo (oggi sarebbe equivalente al grado di ispettore n.d.r.), mentre una serie di investimenti lungimiranti gli consentì di garantire alla famiglia una stabilità che, all’epoca, non era affatto scontata. Grazie a quei sacrifici, i figli poterono studiare e raggiungere il traguardo della laurea, un risultato che Fazzino ha sempre considerato una grande conquista. Accanto alle soddisfazioni, non sono mancati momenti dolorosi. Nel 1990 la morte improvvisa della moglie Maria segnò profondamente la sua esistenza, lasciando un vuoto che lo spinse a tornare nel suo paese d’origine, dove ritrovò un equilibrio diverso, fatto di memoria e radici. Da alcuni anni vive a Cuneo, in un alloggio accanto a quello della figlia, affidato alle cure di una badante convivente che lo accompagna nella quotidianità. La visita della sindaca Manassero e dell’assessora Olivero ha celebrato non solo l’età raggiunta, ma la forza di un percorso personale che ha saputo trasformare la fatica in opportunità e il sacrificio in futuro.

c.s.