FARIGLIANO - Adesso Farigliano ha davvero il suo "Gat Röss": nuova scultura a ingresso paese

La grande opera richiama la leggenda risalente all'epoca medievale, dalla quale deriva il soprannome con cui ancora oggi vengono indicati i fariglianesi

Alessandro Nidi 18/04/2026 09:00

A Farigliano, nella giornata di venerdì 17 aprile, è stata collocata una nuova opera artistica destinata a diventare un elemento distintivo del paesaggio e… Instagrammabile. Si tratta di una scultura posizionata in un’area verde lungo la strada provinciale, tra il cavalcaferrovia e il ponte sul Tanaro, in un punto particolarmente visibile per chi attraversa il territorio. L’intervento si ispira direttamente al simbolo identitario del “Gat Röss”, figura storica e profondamente radicata nella tradizione fariglianese, che da generazioni appartiene all’immaginario collettivo della comunità. L’opera, di grandi dimensioni, è pensata per integrarsi nello spazio pubblico come segno riconoscibile del paese. Realizzata dall’artista piozzese Franco Sebastiano Alessandria in malta cementizia, l’installazione, posizionata su un elegante piedistallo in ferro, si distingue per la solidità della struttura e per la cura dei particolari, elementi che ne rafforzano la presenza scenica e la visibilità anche dalla strada principale. La collocazione è stata studiata per valorizzare il passaggio e l’ingresso nell’area abitata. La figura del felino, imponente e fiera, sembra quasi voler proteggere idealmente il “paese dei Gat Röss”, diventandone un nuovo emblema riconoscibile. L’opera è stata finanziata con avanzo di amministrazione, mentre l’area attrezzata nella quale è stata collocata è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Il progetto si inserisce in un percorso di valorizzazione dell’identità locale: l’obiettivo è quello di dare maggiore evidenza ai simboli storici del territorio, trasformandoli in elementi concreti e stabili nello spazio urbano. L’amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per questa scultura, convinta che l’opera possa diventare un elemento di attrazione per residenti e visitatori. “Queste iniziative - sottolineano dal palazzo municipale - sono pensate a beneficio del territorio e delle attività commerciali, perché crediamo che cultura, identità e bellezza siano strumenti concreti per valorizzare Farigliano. Questa è la nostra visione amministrativa”. Il “Gat Röss” rappresenta da secoli un riferimento centrale nella tradizione locale e nel modo in cui la comunità si riconosce e viene identificata anche all’esterno. Attorno a questa figura, nel tempo, si è sviluppata una narrazione popolare che unisce memoria, storia e leggenda. Secondo quest’ultima, risalente all’epoca medievale, quando Farigliano era parte del Marchesato di Saluzzo, il castello del borgo avrebbe ospitato la marchesa Isabella Doria. Nel corso di un banchetto in suo onore, un gatto dal mantello chiaro sarebbe saltato su una tavola imbandita, rovesciando alcune bottiglie e macchiandosi di vino rosso: da quell’episodio sarebbe nata la leggenda che lega simbolicamente il paese ai “gatti rossi”. Da quel racconto, tramandato nel tempo attraverso la tradizione orale, si sarebbe consolidato il soprannome con cui ancora oggi vengono indicati gli abitanti di Farigliano. La figura del “gatto rosso” è così entrata stabilmente nell’identità del paese, mantenendo vivo un legame tra storia e narrazione popolare. La scultura del “Gat Röss” traduce questa leggenda in un emblema concreto e attuale, trasformando un racconto in un segno urbano ben riconoscibile. In questo modo il simbolo diventa presenza nel paesaggio, rafforzando il legame tra memoria collettiva, identità e territorio.