Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano un evento di portata globale, capace di accendere i riflettori su atleti, impianti e territori. Eppure, accanto alle grandi città e alle località alpine più celebri, anche una realtà come Carrù trova il modo di essere parte attiva di questa straordinaria macchina organizzativa, dimostrando come l’orgoglio e le competenze di una comunità possano viaggiare ben oltre i propri confini. Il contributo carrucese si esprime innanzitutto attraverso l’impegno diretto nel sistema dei volontari olimpici. Christian Sciolla, vicesindaco del paese, sta vivendo in prima persona l’atmosfera dei Giochi nella sede di Livigno, dove è inserito nel settore Ground Transport. Si tratta di un ambito cruciale per il funzionamento dell’evento, poiché coordina e gestisce gli spostamenti di atleti, tecnici e delegazioni tra aeroporti, villaggi olimpici e impianti di gara. Un lavoro spesso invisibile al grande pubblico, ma determinante per assicurare precisione organizzativa e fluidità operativa in una manifestazione che coinvolge migliaia di persone ogni giorno. Essere parte di questo sistema significa operare in un contesto internazionale, confrontarsi con protocolli rigorosi e contribuire a un’esperienza che richiede puntualità, capacità relazionali e spirito di squadra. La presenza di un amministratore locale in un ruolo di servizio rafforza anche il valore simbolico della partecipazione, raccontando un legame forte tra istituzioni e comunità e sottolineando come il volontariato resti uno dei pilastri dei grandi eventi sportivi. Accanto al contributo operativo spicca quello di natura creativa e artigianale. I ricami realizzati dall’attività Black and White di Federica Ferrero compaiono sui giubbotti in dotazione ai militari impegnati lungo le piste olimpiche. Un dettaglio che unisce precisione tecnica e identità territoriale, trasformando un lavoro di manifattura locale in un elemento visibile in un contesto internazionale. Ogni uniforme personalizzata diventa così un piccolo ambasciatore di Carrù, capace di portare sulle montagne olimpiche la qualità e la cura che caratterizzano il tessuto produttivo del territorio. Il doppio binario, volontariato e artigianato, racconta una comunità dinamica che sa mettersi in gioco su più livelli. Da una parte la partecipazione diretta all’organizzazione di un evento complesso e globale, dall’altra la valorizzazione di competenze imprenditoriali che trovano spazio in un contesto di altissima visibilità. È la dimostrazione che anche un centro di dimensioni contenute può contribuire concretamente a un appuntamento di rilevanza mondiale. In un’Olimpiade che punta molto sulla collaborazione tra territori diversi e sulla costruzione di una rete diffusa di competenze, la presenza di Carrù assume un significato particolare. Non si tratta soltanto di una curiosità o di un dettaglio simbolico, ma di un esempio di come le comunità locali possano essere protagoniste, ciascuna con il proprio talento, in un evento che celebra lo sport, l’organizzazione e la capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune.