Sembra una cartolina invernale, di quelle capaci di fermare il tempo. Al centro dell’immagine, un lupo avanza nella neve, di corsa. Non si tratta però di uno scatto realizzato in alta montagna o nel cuore di un bosco incontaminato, ma di una scena colta ai margini dell’abitato di Ceva, a pochi metri da un giardino di casa. La fotografia è stata scattata nella giornata di mercoledì 28 gennaio da Luisa Gula, studentessa cebana, lungo la strada della Braia. Un incontro tanto sorprendente quanto silenzioso, avvenuto in un contesto che ribalta l’immaginario classico del lupo come abitante esclusivo delle zone più remote. A rendere l’istantanea ancora più potente è la frase con cui Luisa ha scelto di accompagnarla sui social: “Non nel bosco profondo. Non lontano dall’uomo. In un giardino, alla periferia di Ceva”. Poche parole, essenziali, capaci di racchiudere il senso di uno scatto che va oltre la bellezza estetica e diventa racconto di un equilibrio in trasformazione tra ambiente naturale e presenza umana. Al momento della foto, Luisa non era sola. Con lei c’era il padre Massimo Gula, veterinario molto conosciuto a Ceva e presidente del Gal Langhe Roero Leader, figura da sempre attenta ai temi legati al territorio, alla fauna e alla convivenza con la natura. L’immagine, rapidamente condivisa e commentata, ha inevitabilmente colpito per la sua forza evocativa: il lupo non appare minaccioso, ma parte integrante di un paesaggio quotidiano che improvvisamente si rivela diverso, più complesso. Uno scatto che invita a riflettere su come la fauna selvatica stia ridefinendo i propri spazi e su come anche le periferie urbane possano diventare luoghi di incontro inattesi. In quel silenzio innevato, a pochi passi dalle case della periferia di Ceva, la fotografia di Luisa Gula riesce così a raccontare molto più di un avvistamento: racconta un tempo nuovo, in cui uomo e natura si osservano sempre più da vicino.