ORMEA - Milo e Tina, le mascotte delle Olimpiadi arrivano sulla scena mondiale con uno scatto della val Tanaro

Una fotografia realizzata a Ormea da Edoardo Pelazza è stata scelta dall'Associated Press per raccontare gli ermellini simbolo di Milano-Cortina 2026

La foto pubblicata su Associated Press

Alessandro Nidi 23/02/2026 07:49

Milo e Tina sono le mascotte ufficiali dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 e stanno rimbalzando sui profili social e sui media di tutto il mondo. I due ermellini, scelti come emblemi della manifestazione a cinque cerchi, incarnano alla perfezione l’identità alpina dell’evento e il legame con la montagna che ha fatto da cornice alle competizioni. Il loro collegamento con la val Tanaro, tuttavia, non nasce da una narrazione ufficiale, né da un’origine geografica di Milo e Tina. A unire il territorio cuneese al racconto olimpico è stata invece una fotografia: un’immagine autentica, scattata tra le montagne di Ormea e selezionata per accompagnare un servizio dedicato proprio ai due co-protagonisti delle Olimpiadi. Giovedì 12 febbraio la Associated Press ha pubblicato un approfondimento sulle mascotte dei Giochi, successivamente rilanciato da numerose testate internazionali. Per illustrare l’animale reale che ha ispirato i due personaggi stilizzati, l’agenzia ha scelto un’istantanea realizzata dal fotografo Edoardo Pelazza nel dicembre 2011. La fotografia ritrae un ermellino nel pieno della stagione invernale, avvolto nel suo manto candido, perfettamente armonizzato con il paesaggio innevato delle montagne ormeesi. L’immagine restituisce non solo la grazia e la rapidità dell’animale, ma anche l’equilibrio delicato che regola la sua sopravvivenza in alta quota. Nel contesto dell’articolo, lo scatto assume un valore che va oltre l’estetica. Accanto alla dimensione simbolica delle mascotte, viene infatti richiamato un tema di grande attualità: la vulnerabilità dell’ermellino di fronte al cambiamento climatico. La sua celebre pelliccia bianca, fondamentale per mimetizzarsi nella neve, diventa un fattore di rischio quando gli inverni si accorciano e la copertura nevosa si riduce. Senza il bianco uniforme del paesaggio, l’animale risulta più esposto ai predatori, compromettendo una strategia evolutiva affinata nel corso dei secoli. In questo modo, la figura giocosa di Milo e Tina si carica di un significato più profondo, trasformandosi in occasione per riflettere sulla fragilità degli ecosistemi alpini. Così, grazie a un singolo scatto realizzato oltre un decennio fa, la val Tanaro entra nel racconto globale delle Olimpiadi invernali. Un contributo silenzioso, ma significativo, capace di collegare una realtà montana a un evento di portata mondiale, dimostrando come l’attenzione per il territorio e la natura possa trovare spazio anche nei grandi palcoscenici internazionali.