“Galleggio nell’aria, sfrutto il vento invisibile. Sono come una nuvola”. Con queste parole Giovanni “John” Aimo, tra i piloti di mongolfiera più esperti d’Italia, ha descritto la sua esperienza di volo nel corso della trasmissione Caffè Italia, in onda su Rai 3 e condotta da Greta Mauro e Pino Strabioli. Durante il dialogo con la conduttrice, il pilota originario di Mondovì ha raccontato un modo di volare completamente diverso da quello tradizionale, fatto di lentezza, osservazione e capacità di leggere gli elementi naturali. “Io guardo sempre in alto anche per ragioni di lavoro - ha spiegato -: devo capire come tira il vento, di che tipo sono le nuvole”. Un’attenzione costante che rappresenta la base di un’attività tanto affascinante quanto tecnica. “Il nostro è un tipo di volo molto particolare - ha proseguito -, in cui non c’è la velocità classica. Andiamo piano, non sappiamo mai dove atterriamo”. Il pilota ha poi offerto anche alcuni dettagli tecnici: il suo pallone ha un volume di 2.500 metri cubi ed è paragonabile a una “piccola nuvola che segue il vento”. A differenza di altri mezzi, la mongolfiera non può essere direzionata in modo diretto: “Posso solo salire, cercare il vento e seguire le correnti per provare più o meno ad andare dove voglio”. Proprio il territorio monregalese offre condizioni particolari per questo tipo di volo: “A Mondovì abbiamo correnti che cambiano durante il giorno - ha asserito - e spesso riesco a riatterrare da dove sono partito”. Una caratteristica che rende la zona particolarmente adatta e apprezzata dagli appassionati. Non manca, però, l’organizzazione a terra: “Ho sempre una macchina che mi segue, con il rimorchio dove abitualmente teniamo il pallone. Il nostro è un tipo di volo che non sai mai dove ti porta: è una vera e propria metafora della vita”. Un’immagine che racchiude il senso più profondo dell’esperienza, fatta di abbandono e fiducia nelle correnti. “Si molla tutto, ci si stacca da terra, si osservano il panorama e le nuvole. È rilassante, ma comunque il pilota deve mantenere sempre alta l’attenzione”, ha aggiunto, evidenziando il delicato equilibrio tra piacere e responsabilità. Nel corso dell’intervista, Aimo ha anche ripercorso l’evoluzione del settore: “Le mongolfiere sono diventate un modo di vedere il mondo dall’alto, c’è molto turismo. Quando abbiamo iniziato noi, nel 1980 all’aeroclub di Cuneo, era una disciplina prettamente sportiva: addirittura noi abbiamo immatricolato la prima mongolfiera in Italia”. Oggi, invece, il comparto ha assunto una dimensione internazionale: “Ho allievi che hanno allestito ditte di trasporto passeggeri in giro per il mondo e fanno i piloti in Australia, Kenya e Turchia. È un grande business, oltre che uno sport divertentissimo”. Aimo ha quindi rivolto un invito diretto alla conduttrice Greta Mauro, sottolineando come il volo in mongolfiera sia un’esperienza unica anche per chi decide di provarla per la prima volta: “Se vuole volare, viene da noi a Mondovì e le facciamo scoprire uno dei posti più belli del mondo. Saremo seduti in cielo su una poltrona a due posti, perché utilizzeremo un pallone speciale, dedicato al volo delle persone disabili”. Un’immagine evocativa che restituisce l’idea di un viaggio sospeso, lontano dalla frenesia quotidiana. Infine, una riflessione che riassume totalmente il senso del volo in mongolfiera: “Guardando il mondo dall’alto è tutto più tranquillo, possiamo persino toccare le nuvole. I problemi ricominciano quando torniamo a terra”.