C’è anche Nucetto tra i protagonisti della nuova scena gastronomica italiana. Il piccolo comune dell’alta val Tanaro, meno di 400 abitanti, è finito sotto i riflettori nazionali grazie alla pizzeria Sileo e al suo pizzaiolo Andrea Brunetti, raccontati in un ampio articolo pubblicato da Gambero Rosso. Il magazine specializzato definisce Brunetti “uno dei pizzaioli più originali d’Italia”, sottolineando il percorso umano e professionale che ha trasformato una piccola pizzeria lungo la statale 28 in una meta gastronomica capace di attirare appassionati da tutto il Piemonte. Trent’anni, originario della valle Tanaro, Brunetti ha costruito la propria carriera da autodidatta, passando attraverso corsi di formazione, aperture e chiusure di locali, fino al riconoscimento dei “Due Spicchi” nella guida “Pizzerie d’Italia”. Un traguardo importante per un’attività nata lontano dalle grandi città e dai circuiti più battuti della ristorazione. Nel servizio firmato dal giornalista Dario Bragaglia viene raccontata anche la scelta controcorrente fatta dal titolare di Sileo: ridurre i coperti per puntare su qualità, ricerca e rapporto diretto con i clienti. Una filosofia che oggi trova piena espressione nel nuovo progetto del locale. Dall’11 febbraio 2026, infatti, Sileo ha riaperto con una formula completamente rinnovata. “Non una chiusura, ma un’evoluzione”, spiega Brunetti, che ha scelto di trasformare il locale in una pizzeria contemporanea da 25 posti, accessibile solo su prenotazione e con un unico servizio serale. L’idea è quella di restituire centralità al tempo e all’esperienza del cliente: “Meno numeri, più senso” è il concetto alla base del nuovo corso del locale di Nucetto, pensato come uno spazio raccolto e dedicato all’ascolto, all’accoglienza e alla qualità del servizio. Brunetti segue personalmente ogni fase della serata, dalla preparazione delle pizze fino al rapporto diretto con gli ospiti: “Non per fare tutto da solo, ma per riconnettere cucina e relazione, produzione e racconto”, sottolinea il pizzaiolo. Elemento centrale del progetto è il percorso degustazione, che racconta la pizza come linguaggio gastronomico attraverso diverse forme e impasti: pizza fritta, tonda, pala romana e pan brioche. Un lavoro costruito negli anni anche grazie al confronto con chef di alto profilo come Michelangelo Mammoliti, Fabio Ingallinera e Ugo Alciati. Tra le pizze più rappresentative citate dal Gambero Rosso c’è “Alta frequenza Tourette”, creazione che richiama anche il percorso personale del pizzaiolo. Brunetti convive infatti con la sindrome di Tourette, una condizione neurologica che negli anni è diventata parte integrante del suo modo di lavorare e relazionarsi con il pubblico. “La Tourette non è il centro del progetto, ma fa parte del mio modo di stare al mondo e di lavorare: attenzione, controllo, ascolto e rispetto dei ritmi”, racconta. Una sensibilità che oggi si traduce nella filosofia stessa di Sileo. Il locale, completamente rinnovato negli arredi e negli spazi, punta così a offrire un’esperienza più intima e contemporanea, lontana dai grandi numeri e dalla ristorazione “veloce”. “Sileo non cerca grandi numeri. Cerca persone disposte a fermarsi, sedersi e vivere un’esperienza”, conclude Brunetti. Per l’alta val Tanaro e per tutta la provincia di Cuneo si tratta di una vetrina importante, che conferma come anche i piccoli centri possano diventare destinazioni gastronomiche capaci di richiamare attenzione e pubblico a livello nazionale.