DRONERO - Al Museo Mallé di Dronero in mostra le fotografie di Aldo Galliano

Sabato 31 gennaio verrà inaugurata l’esposizione, con diversi scatti capaci di trasformare oggetti banali e quotidiani in qualcosa di misterioso e affascinante

c.s. 27/01/2026 10:19

Dal 31 gennaio all’8 marzo sarà allestita al Museo Mallé di Dronero la mostra “Messa in scena. L’altro reale nelle fotografie di Aldo Galliano”, con una articolata selezione di circa sessanta opere a cura di Ivana Mulatero in collaborazione con Vanna Pescatori e con i contributi critici di Sergio Boschiero ed Enrico Perotto. La mostra fotografica del costigliolese Aldo Galliano non poteva scegliere anno migliore per compiersi che il 2026. Cento anni fa, Luigi Pirandello (Premio Nobel per la Letteratura nel 1934), dava alle stampe il suo ultimo romanzo “Uno, nessuno e centomila” (edizioni Bemporad, Firenze 1926, con il lungo sottotitolo “Considerazioni di Vitangelo Moscada, generali sulla vita degli uomini e particolari sulla propria, in otto libri)”, il capolavoro letterario in cui si consumava il contrasto tra realtà e apparenza, insieme con il sentimento della casualità della vita.  Nella visione pirandelliana, gli individui si presentano come maschere nude, protese nella loro panica nudità alla ricerca di quella identità e di quella verità che non potranno mai raggiungere, in quanto esse non esistono se non nell’illusione di ciascuno. Da qui i set fotografici in bianco e nero di Aldo Galliano diventano teatrini dove gli oggetti banali e quotidiani - frammenti di manichini, scarpe, cappelli, piume, maschere femminili, fiori, stoffe e candele - si trasformano in qualcosa di misterioso e affascinante. Recitano anch’essi nel gioco delle pose predisposte con cura dall’artista che si avvale di pellicole analogiche per rallentare il processo di creazione delle immagini. Il suo sguardo, capace di toccare i temi dell’inconscio e del sogno, tra luci modulate, ombre vellutate e inquadrature meditate, compone in mostra una sessantina di opere, ripartite in quattro sezioni: “Flowers”, “Il sogno parigino”, “Maschere”, “Messa in scena”. Come scrive Sergio Brocchiero nell’introduzione alle immagini del “Sogno parigino”, la caratteristica che le accomuna, la qualità onirica, “consente di stimolare la fantasia, evocare ricordi, suscitare desideri, stimolare passioni. Sono immagini che 'non dicono' ma che 'evocano', 'accennano', immagini che trasportano sulla carta fotografica quella parte in ombra della vita dell’uomo: l’inconscio”. Sempre in mostra, è possibile seguire il bel dialogo dell’artista con la giornalista Vanna Pescatori, attraverso il quale si comprende come per Galliano la fotografia sia un percorso di rielaborazione, concettualizzazione e racconto. “Dalla realtà conduce al teatro e alla maschera che tante vite può nascondere e anche tante identità. Come il Gengè pirandelliano, il fotografo costruisce narrazioni in cui specchiarsi per ritrovare ciascuno la propria maschera”.
 
Con le opere dal titolo “Flowers”, sembra portare in scena strani piccoli trofei floreali, soggetti misteriosi ma sensibilmente vivi, collocati in un vuoto cosmico. I fiori, veri e finti, offrono spunti inesauribili per la rappresentazione come precisa Ivana Mulatero. “Se sono veri assumono significati simbolici di caducità della vita, di vitalità e bellezza, di devozione religiosa e di allegorica perfezione. Se finti, si sprigiona un’aura di energia trattenuta, emblemi di artificiosità ma pure di forza nell’oltrepassare i limiti del tempo che sfidano la morte per mostrare in modo tangibile amore e rispetto. È così che, allora, Galliano ha fatto riferimento ad una creazione che muove nella ricerca onirica, partendo dalla certezza mai venuta meno che il principio di eternare l’attimo e di intensificare una vita silente delle cose, proprio del medium fotografico, sia ciò che rende la natura morta, e i fiori, un genere predestinato alla resa fotografica”. Vi sono poi alcune opere della serie “Messa in scena”, introdotte dal testo critico di Enrico Perotto, in cui l’artista è “affascinato dall’immaginario femminile. Egli interagisce con l’inconfondibile silhouette della bambola 'Barbie', la nota fashion doll da lui riproposta in versioni differenti: o in pose solitarie o in composizioni dove si avverte uno studio scenico più strutturato e un intento di regia divertito e ironico”. La mostra s’inserisce nelle linee strategiche del programma culturale del Museo Mallé, indirizzate a valorizzare la creatività, con la promozione degli artisti e delle forze creative del territorio in una ottica di osmosi con idee e esperienze nazionali ed internazionali. La costruzione di un altro reale, nelle mis en scène fotografiche di Aldo Galliano, aiuta a interrogarci sui significati delle nostre esperienze sensoriali, ovvero su ciò che è vero o non è veritiero nel nostro quotidiano confronto con le cose e con il mondo. Programma di incontri al Museo Mallé per la mostra “Messa in scena. L’altro reale nelle fotografie di Aldo Galiano” Sabato 7 febbraio – ore 16
“Disegniamo con la carnettista Chiara Fornaro a passeggio per le sale della mostra”. Attività per grandi e piccini. Sabato 14 febbraio – ore 17.30
Incontro con Gimmi Basilotta che interviene su “L’arte della messa in scena”. Sabato 7 marzo – ore 17.30
Incontro con Chiara Giordanengo per approfondire il tema “La maschera è il volto”. Domenica 8 marzo – ore 16
“Disegniamo con la carnettista Chiara Fornaro a passeggio per le sale della mostra”. Attività per grandi e piccini. Aldo Galiano Aldo Galliano nasce a Cuneo nel 1965, vive e lavora a Costigliole Saluzzo. Da oltre vent’anni l’arte fa parte della sua vita. Si è avvicinato ad essa da autodidatta, inizialmente come pittore, ma poi dopo qualche anno il suo grande amore – la fotografia – è diventata la sua unica forma espressiva. Diversi sono i temi che ha affrontato con il linguaggio fotografico, a partire dalla serie delle foto di strada a quelle incentrate sugli “invisibili”, i senzatetto. Ogni volta lo scatto fotografico cerca l’incontro con l’altro e si tramuta in un dialogo mediato dallo strumento che consente riflessioni e ripensamenti, con un rallentamento delle procedure e del pensiero favorito dall’uso della pellicola analogica. Con il tempo, avvia una ricerca sul ritratto, dapprima con i numerosi amici artisti dell’area cuneese che posano per lui, espandendo man mano l’interesse all’intero territorio italiano e andando negli studi di artisti e fotografi di fama come Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Emilio Isgrò, Michelangelo Pistoletto, Ugo Nespolo, Letizia Battiglia, Lisetta Carmi e molti altri. Di ognuno realizza il ritratto e da ognuno apprende lezioni importanti per comporre una personale poetica di ricerca che si sostanzia in anni recenti, anche in parte condizionata dagli eventi pandemici, nel comporre speciali set fotografici in cui predispone surreali teatrini con oggetti banali trasfigurati dallo sguardo in grado di rivelare un altro reale. L’inaugurazione è in programma per sabato 31 gennaio, alle ore 17. I giorni di apertura della mostra saranno sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19. Visite guidate la mattina dedicate alle scuole su prenotazione: museo.malle@comune.dronero.cn.it. Costo biglietto: 5 euro intero, 3 euro ridotto. Visite guidate e possibilità di aperture straordinarie infrasettimanali su prenotazione per singoli, gruppi e scolaresche.