Dopo l’investimento da oltre 12 milioni di euro annunciato a gennaio per rafforzare la gestione sostenibile del patrimonio forestale piemontese, la Regione avvia la fase operativa sui territori con tre incontri dedicati ai Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), veri e propri “Piano regolatore dei boschi e dei pascoli”, in programma a marzo a Dronero, Asti e Novara. Il primo appuntamento è fissato per il 3 marzo a Dronero alle ore 17 presso la sala Milli Chegai - via IV Novembre 7; seguiranno Asti il 10 marzo e Novara il 25 marzo. Tre tappe strategiche per avviare il confronto con amministratori locali, tecnici, consorzi, associazioni di categoria e portatori d’interesse.
I PFIT rappresentano uno strumento chiave della strategia forestale regionale: strumenti di pianificazione a scala vasta, sovracomunale, pensati per rispondere anche ai limiti della pianificazione e gestione dovute alla forte frammentazione - oltre il 70% delle superfici forestali piemontesi è di proprietà privata - e fornire ai Comuni e ai portatori di interesse locali una base conoscitiva e operativa aggiornata per integrare la gestione forestale nelle scelte urbanistiche e di sviluppo locale.
"Con oltre il 40% del territorio regionale coperto da boschi e più del 10% da praterie, il Piemonte ha bisogno di strumenti moderni e concreti per governare questo patrimonio - sottolinea l’assessore regionale alla Montagna e Foreste, Marco Gallo -. I Piani Forestali di Indirizzo Territoriale sono, di fatto, il Piano regolatore dei boschi e dei pascoli: uno strumento che mette ordine, definisce priorità e aiuta i territori a programmare, non a subire".
Previsti dalla legge forestale regionale (L.r. 4/2009) e aggiornati alla normativa nazionale (D.lgs. 34/2018), i PFIT vengono redatti su ciascuna delle 43 Aree Forestali omogenee individuate dal Piano territoriale regionale. Il loro obiettivo è connettere la pianificazione silvo-pastorale con quella urbanistica e paesaggistica, in attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, individuando:
• le destinazioni funzionali prevalenti delle aree boscate e pastorali;
• i boschi di protezione diretta di infrastrutture e abitati (contro valanghe, frane, cadute massi);
• le aree di prevenzione incendi e di adattamento ai cambiamenti climatici;
• le infrastrutture strategiche silvo-pastorali (viabilità, piazzali, punti acqua);
• le priorità per nuove alberature e formazioni lineari in pianura e collina;
• le potenzialità per filiere come legno, biomasse, miele, funghi e tartufo.
"Rappresentano un quadro condiviso – evidenzia l’assessore Gallo – che nasce dal territorio e restituisce al territorio strumenti di governo. La pianificazione forestale e pastorale significa tutela ambientale, ma anche economia, sicurezza e sviluppo locale".
Il processo di redazione dei PFIT è pubblico e partecipato. Per ciascun piano viene attivato un Ufficio di Piano, presieduto dalla Regione (o dalla Città Metropolitana e dalla Provincia del VCO, nei territori di competenza), che coinvolge Comuni, Unioni montane, Province, Enti di gestione delle aree protette; nel corso delle attività dell’Ufficio saranno coinvolti consorzi forestali, associazioni fondiarie, organizzazioni agricole e ambientaliste. L’attuazione tecnica è coordinata da IPLA, con gruppi multidisciplinari di forestali, pianificatori, geologi, esperti GIS e animatori territoriali. Le risorse stanziate consentiranno la redazione del Programma forestale regionale 2028-2037, il finanziamento dei PFIT, l’estensione dei Piani di gestione forestale e pastorali e il sostegno alla gestione forestale associata, con oltre 4 milioni di euro destinati a consorzi e forme associative.
La redazione dei PFIT consente di sviluppare una strategia ampia che integra pianificazione, prevenzione del dissesto idrogeologico, contrasto agli incendi, sviluppo delle filiere forestali e valorizzazione dei servizi ecosistemici.
"Stiamo costruendo un modello che tiene insieme ambiente, sicurezza e sviluppo – conclude l’assessore Gallo –. La Regione investe risorse e competenze, ma il vero salto di qualità si compie quando i territori possono programmare con dati aggiornati, strumenti condivisi e una visione comune. È così che trasformiamo il patrimonio forestale e pastorale in un’opportunità concreta per le comunità piemontesi".
Per partecipare al primo incontro, a Dronero, è necessario confermare la presenza rispondendo a questa e-mail entro lunedì 2 marzo alle ore 15.