ENTRACQUE - Entracque ricorda il partigiano Angelo Barale, ucciso dai repubblichini a un mese dalla Liberazione

Domenica 26 aprile un momento di ricordo promosso da Comune, Anpi, Istituto Storico della Resistenza e Comitato Vivere la Costituzione

c.s. 23/04/2026 16:06

Domenica 26 aprile, a partire dalle ore 15, con ritrovo presso la chiesetta della Trinità di Entracque, si terrà un momento di ricordo dedicato ad Angelo Barale “Muisina”, giovane partigiano originario di Tetti Prer, ucciso a soli 21 anni a Sant’Albano Stura. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Storico della Resistenza, dall’Amministrazione comunale di Entracque, dall’ANPI Borgo San Dalmazzo e Valli, dal Comitato Vivere la Costituzione, insieme al gruppo spontaneo Costituzione e Partecipazione di Valdieri e alla famiglia Barale. Alle ore 15.15 è prevista la partenza a piedi verso Tetti Prer lungo un percorso accessibile a tutti; per chi non può camminare, è possibile raggiungere il luogo in automobile, con ritrovo previsto in loco alle ore 15.30. Il programma prevede i saluti istituzionali, un momento di ricordo dedicato ad Angelo Barale, canti e pensieri spontanei condivisi e, a conclusione, la piantumazione di un "gelso della memoria", in continuità con il progetto “Le radici della Costituzione”. L'appuntamento è patrocinato da Amministrazione comunale di Entracque, Ente Aree Protette Alpi Marittime / Ecomuseo della Segale, Fondazione Nuto Revelli, ANPI Provincia di Cuneo, Centro Culturale Don Aldo Benevelli, Comitato Vivere la Costituzione, Coordinamento Pace Disarmo Cuneo, Associazione Ariaperta. Una storia partigiana La vicenda di Angelo Barale attraversa uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Dopo essere stato nascosto dalla madre nel fienile, sceglie la montagna e, nei primi giorni dell’agosto 1944, raggiunge Tetti Prer per unirsi alla 1ª Divisione Giustizia e Libertà. Quando i tedeschi incendiano la baita di famiglia, attraversa il confine verso la Val Vermenagna e si unisce, con il nome di battaglia “Carlo”, alla banda “Roaschia”, successivamente inquadrata nella 3ª Divisione Giustizia e Libertà “Langhe”, al comando di Alberto Bianco. Nella primavera del 1945, mentre si prepara la discesa verso la pianura, Angelo viene incaricato di trasportare viveri e medicinali a un gruppo di compagni nascosti. A Sant'Albano Stura, a seguito di una denuncia anonima, viene catturato insieme ad altri tre partigiani dai repubblichini del Reggimento Cacciatori degli Appennini. I quattro vengono umiliati pubblicamente e condotti lungo la strada provinciale. Qui, senza processo, vengono uccisi. La versione ufficiale parlerà di un tentativo di fuga, ma si tratta di una esecuzione sommaria. Era il 27 marzo 1945, a un mese dalla Liberazione. Angelo Barale è l’unico caduto partigiano di Entracque. A lui è dedicata la via principale del paese, segno di una memoria che continua a essere viva e condivisa.