Da domani, venerdì 26 giugno, Cuneo è pronta ad accogliere la settima edizione di “Zoé in Città”. Fino al 5 luglio, per dieci giorni, piazza Virginio e il complesso monumentale di San Francesco saranno attraversati da spettacoli, musica, circo contemporaneo, cinema, incontri e momenti di confronto. Unico nel suo genere, il festival porta in città una cultura contemporanea accessibile, curiosa e libera, favorendo anche quest’anno l’incontro fra persone, idee e linguaggi diversi. Il programma di quest’anno indaga le possibilità espressive e comunicative del corpo, inteso come una forma altra di pensiero, capace di raccontare ed esplorare il reale in modo differente. Un corpo attraversato da impulsi e forme, caratterizzato tanto da una dimensione istintiva e intuitiva quanto da codici e strutture che cercano spazi di libertà. Un organismo che dialoga con le menti, le influenza e ne viene influenzato, nel tentativo delicato e ambizioso di osservare il presente con uno sguardo critico, consapevole e attento. In un tempo in cui gli stimoli si moltiplicano mentre gli strumenti del pensiero critico faticano a consolidarsi, “Zoé in Città” invita a guardare il mondo da prospettive diverse, lontano dagli schemi e dalle semplificazioni. Programma La kermesse vedrà la sua inaugurazione in piazza Virginio la sera di venerdì 26 giugno alle 19 con lo spettacolo “Castelli d’aria” di Luna Papia, che esplora il rapporto tra corpo, materia e movimento attraverso un linguaggio che intreccia trapezio ballant, danza, teatro fisico e ricerca visiva. Alle 21, nel complesso di San Francesco, seguirà l’appuntamento annuale “Cabaret Zoè: i miei nervi scoperti” di Circo Zoé and Friends, creato dall’incontro tra gli artisti che durante il festival abitano il dietro le quinte. Alle 22.30, infine, si terrà il concerto dei Lindal, il gruppo occitano composto da Chiara Cesano al violino e Roberto Avena alla fisarmonica. La seconda giornata, sabato 27 giugno, prenderà il via alle 11 con l’appuntamento “Sulle orme del serpente” della compagnia Enxame in piazza Virginio. Si tratta di uno spettacolo adatto a tutte le età che unisce la narrazione orale agli elementi del circo contemporaneo, della danza, del teatro e della musica e che, in soli 30 minuti, invita il pubblico a immergersi in un viaggio sensibile e affascinante attraverso gli ecosistemi del Brasile e la storia del serpente Safira. Alle 17.30 la compagnia Cascina all’Inverso inviterà il pubblico, attraverso la Fiera all’Inverso, a entrare nei processi artistici degli spettacoli. Alle 18.30 Sonia Lisco presenterà il suo libro “I miei nervi scoperti”, una raccolta di racconti che interroga, con ironia e inquietudine, ciò che spesso non si riesce a dire. Alle 21, nel chiostro di San Francesco, spazio al circo contemporaneo con “Phonophobia”, che intreccia corpo, politica ed emozione per mettere in luce alcune delle urgenze del nostro tempo, come la crisi ecologica, il consumismo e le dinamiche di potere che legano capitalismo, patriarcato e sfruttamento ambientale. Alle 21.30 protagonista sarà ancora Sotterraneo con il suo DJ Show: una playlist di canzoni di ogni genere ed epoca viene intervallata da azioni rapide, testi brevi e visioni di passaggio, con l’idea di creare un esperimento a metà tra DJ set e teatro, dove il vero spettacolo è il pubblico che danza. Alle 22.30 il concerto dei Brudamar porterà a Cuneo i suoni del Salento contemporaneo con Daria Falco alla voce e alle percussioni, Marco Ghezzo al violino e mandolino e Luca Barrotta alla fisarmonica. Domenica 28 giugno si parte alle 18 in piazza Virginio con “Botanica Queer”, una lezione di botanica sui tacchi all’insegna della cultura queer con Ulisse Romanò, membro fondatore della compagnia Nina’s Drag Queens. Alle 18.30 verrà proposta la seconda parte della Fiera all’Inverso; alle 21, nel complesso di San Francesco, la compagnia franco-italiana Del Caravaggio arriverà in scena con lo spettacolo di circo, teatro e danza “Abel”. Nella stessa location, alle 21.45, El Grito interpreterà “La vertigine del desiderio” di Giacomo Costantini e Violette Cortiles, un’opera intima e ambiziosa che fonde circo, musica, illusionismo e letteratura per indagare la natura umana del desiderio. Alle 22.30 ci si trasferirà nuovamente in piazza Virginio per l’esibizione musicale di Daniele Sciolla, il musicista definito “scienziato del suono e della percezione”, che attraversa i territori del digitale, dei sintetizzatori analogici, dell’elettronica colta e di un pop lunare e personale. I suoi lavori sono stati scelti da VOGUE Paris, Versace, Nitro Circus e Teton Gravity. Il chiostro del complesso monumentale di San Francesco ospiterà il primo evento di lunedì 29 giugno alle 19, che vedrà protagonista la compagnia Olivas con “Ennui”, uno spettacolo di circo contemporaneo che esplora la quotidianità e la sorellanza. Alle 21 “L’opzione”, opera tratta da “Opzioni guerra e resistenza nelle valli Ladine – Il diario di Fortunato Favai Livinallongo 1939-1945” di Luciana Palla, unirà teatro e dibattito con l’autore Aurelio Rota per l’associazione L’Ile Flottante. Martedì 30 giugno alle 19, nel complesso di San Francesco, la performance “I Never Lie” della batterista Agnese Valmaggia esplorerà l’identità, la percezione e le regole non dette della vita quotidiana, costruendo interi mondi con una batteria, un laptop e il suo personale punto di vista. Alle 21 è invece in programma la proiezione della pellicola “I miei anni” di Daniele Gaglianone, che riflette sul rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva, sul trascorrere del tempo e sulle ferite della storia che non smettono di lasciare tracce. Un’opera intensa e originale, costruita tra racconto di finzione e ricerca documentaria, che a venticinque anni dalla sua uscita conserva intatta la propria forza e attualità. Mercoledì 1° luglio alle 19 in piazza Virginio continuano gli appuntamenti dedicati alle arti circensi con la compagnia La Folle Allure, che si cimenterà nello spettacolo “Faudrait pas rester plantés là”, seguita alle 21 dalla performance “I’ve Loss of Attention” del collettivo Effe nel complesso di San Francesco. Una ricerca che si aggrappa e valorizza quelle perdite di attenzione che a volte ci fanno danzare sulla stessa piccola mattonella per brevi attimi eterni. Alle 22 Lorenzo Abattoir e Federico Dal Pozzo si esibiranno con il progetto sonoro “Thiscontinuum”, tra vocalità e sintetizzatori modulari suonati in maniera non convenzionale. Il giorno dopo, giovedì 2 luglio, è innanzitutto prevista la replica di “I’ve Loss of Attention” alle 19, mentre alle 21 sarà il turno della compagnia Potevano essere Rose, che porta in scena il “Festival del Suicidio”, dedicato a Giorgio Manganelli, una sorta di parodia degli eventi della musica leggera. Dalle 22.30, in piazza Virginio, DJ set con la musica elettronica di Whygen, un’esperienza collettiva capace di coinvolgere il pubblico attraverso bassi profondi, atmosfere ipnotiche e una forte identità estetica. Venerdì 3 luglio alle 19 la compagnia Collectif Sismique, fondata dalla contorsionista Anahì de las Cuevas, presenterà lo spettacolo “Piedra, cuerpx, existo” nel complesso di San Francesco. Mezz’ora dopo, nel chiostro, la compagnia La Voie Ferrée / Ferri Emiliano proporrà un site specific al confine tra equilibrismo e autoironia. Alle 21, in piazza Virginio, spazio a Intrepidus con “Stek”. Attraverso la manipolazione dei rifiuti, la danza, il teatro, la musica, la giocoleria, il clown e le acrobazie, lo spettacolo darà vita a un universo che potrebbe somigliare a una tempesta estiva: rinfrescante e selvaggia. Alle 22 la serata si concluderà con il progetto internazionale “Vento”, che con la sua musica inviterà il pubblico non solo a ballare, ma anche a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare attraverso i ricchi paesaggi sonori del Brasile. “Botanica Queer” vedrà poi un secondo appuntamento sabato 4 luglio alle 18 in piazza Virginio, dove alle 18.30 sarà seguito dall’incontro “La rivoluzione del Rojava è in pericolo?” con Davide Grasso, che parlerà della Siria del nord-est per raccontare le condizioni di salute di una rivoluzione fondata sul confederalismo democratico, ovvero su un modello politico e sociale non statuale pensato e sviluppato da Abdullah Öcalan. Alle 21 la compagnia Kepler-452 sarà protagonista della lettura “La zona Blu”, appunti dai confini dell’Europa, accompagnata da immagini documentarie originali riguardanti la Sea-Watch 5, una nave impegnata nelle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Alle 22, nel chiostro di San Francesco, Cecilia Alice Manfrini e Aivjà Pezza porteranno in scena “Es dolcemente disturbante”, una performance multidisciplinare dalla poetica tagliente che gioca con i confini del disturbo, arricchita da sarcasmo e illusionismo. A chiudere la serata sarà Baìa Trio & Renat Sette, il gruppo composto da Francesco Busso, Gabriele Ferrero, Enrico Negro e Renat Sette. La rassegna terminerà domenica 5 luglio con la terza replica di “Botanica Queer”, seguita alle 18.30 dallo spettacolo “Tu me fais tourner la tête” della scuola di circo, musica e arti performative di Firenze Passe Passe, che vedrà undici ragazzi offrire uno spettacolo originale per tutta la famiglia, unendo giocoleria, monociclo, discipline aeree, equilibrismo sul filo e molto altro. Per concludere in grande, alle 21, come da tradizione, tornerà l’attesissimo Cabaret Finale di Circo Zoé e degli amici di Zoé in Città: un tripudio di suoni, colori, parole e un po’ di glitter. I biglietti per gli spettacoli a pagamento sono in vendita online sul sito ticket.it oppure presso la biglietteria del festival, aperta da un’ora prima dell’inizio degli eventi. Per maggiori informazioni: https://zoeincitta.it.