Ogni anno in occasione del Festival della Tv gli Amici del Museo Giuseppe Gabetti di Dogliani organizzano una mostra o un evento culturale di rilievo nazionale.
Nell’ultimo triennio si sono celebrati con grande successo tre personaggi di Langa che hanno lasciato il segno: il doglianese Giovanni Tomatis, pioniere del cinema a Torino all’inizio del ‘900; il cuoco e pittore Cesare Giaccone ritenuto uno dei più grandi cuochi a livello mondiale ed una mostra di oltre 200 bottiglie con etichette originali di Romano Levi, “il Grappaiol’ Angelico” come lo definì Veronelli.
Quest’anno è la volta della pittrice doglianese Teresita Terreno, la cui fama ha travalicato i confini della nostra provincia con numerose mostre che l’hanno resa celebre in Italia e all’estero.
Teresita Terreno è nata nel 1950 a Dogliani, paese dove vive e lavora. E’ stata insegnante di discipline artistiche per 38 anni presso la scuola media di Dogliani. Nella sua lunga attività artistica non ha mai cercato vie diverse da un figurativo moderno e personale, ha sempre rappresentato la bellezza del quotidiano, delle cose più semplici e umili, passando con gradualità e naturalezza dall’incisione all’acquarello e al pastello.
Ha acquisito fin da subito grande notorietà nell’arte dell’incisione entrando a far parte fin dal 1980 dell’Associazione Incisori Veneti e si è perfezionata sempre più in quel campo, grazie all’apporto del marito Antonio Liboà con cui ha aperto a Dogliani Castello una moderna stamperia d’arte, la Calcografia Al pozzo”, ove sono stati stampati preziosi libri d’arte, molti dei quali illustrati da Teresita stessa.
L’odierna mostra doglianese è monotematica: sono esposte oltre una cinquantina di opere che spaziano nell’arco di una vita e che hanno tutte per soggetto la neve: incisioni, cartelle grafiche, acquarelli, pastelli, disegni di una finezza e delicatezza unica che denotano una squisita sensibilità poetica, amore per la natura e per tutte le armonie più suggestive.
“Non siamo noi ad osservare quei paesaggi silenziosi – scrive Alberto Cacciatore nella presentazione della mostra - ma sono loro stessi a guardarci per invitarci, sommessamente a percepire quanta bellezza ci regalano”.
“Nel cuore di ogni inverno c’è una primavera che palpita” intuisce il poeta K. Gibran: la sospensione della vita è solo apparente. Sappiamo che la rinascita è appena più in là e ha bisogno anche della pausa ristoratrice e purificante dell’inverno.
Il racconto di questa magia eterna e sempre nuova, trova nell’opera pittorica di Teresita un’interpretazione romantica. Quei silenzi hanno parole, leggere come la neve e forti come la nostra terra… ascoltiamo il rumore della neve”.
La mostra sarà inaugurata sabato 23 maggio alle ore 17 nei locali del Civico Museo Giuseppe Gabetti al 1° piano del Palazzo Comunale e sarà aperta al pubblico fino al 21 giugno con il seguente orario:
Sabato e domenica: dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.
Per informazioni: 338.5740469 – 335.5653829.