Un pomeriggio dedicato alla memoria, alla lingua e alla cultura di montagna. Domenica 15 marzo alle ore 15 il Gala Palace di Frabosa Sottana ospiterà la presentazione del libro “Miroglio e il kyé”, un volume che racconta la storia, le tradizioni e le testimonianze della comunità della borgata di Miroglio. L’iniziativa, a ingresso libero, rappresenta un’occasione di incontro per riscoprire le radici culturali e linguistiche di una realtà montana che conserva ancora oggi una forte identità. Il libro nasce infatti dal desiderio di mantenere vivo il legame tra il presente e il passato della borgata, attraverso racconti, ricordi e immagini. Al centro della narrazione c’è il kyé, il filo simbolico che unisce la comunità di Miroglio alla propria storia. Un elemento che richiama le origini occitane della borgata, conosciuta nella tradizione come “Miřeui”, ovvero la borgata dai “mille occhi”, custode di una lingua e di tradizioni antiche. Miroglio rappresenta infatti una delle isole culturali occitane della zona, insieme ad altre realtà del territorio come Prea, Baracco e Rastello nella vicina valle Ellero, oltre a Fontane nella valle Corsaglia. Comunità accomunate dalla presenza della lingua occitana e da tradizioni tramandate di generazione in generazione. Il volume “Miroglio e il kyé”, fresco di stampa, nasce dall’iniziativa dell’associazione omonima e raccoglie una serie di interviste agli anziani del luogo, testimonianze preziose che raccontano la vita quotidiana, le tradizioni e i cambiamenti vissuti dalla comunità nel corso del tempo. I testi sono curati da Giovanni Battista Rulfi, che ha realizzato le interviste e raccolto i racconti degli abitanti, mentre l’apparato fotografico è firmato da Beatrice Chiappa, con immagini che accompagnano il lettore in un viaggio tra volti, luoghi e memoria. La presentazione di domenica sarà dunque un momento di condivisione per la comunità locale e per tutti coloro che sono interessati alla storia e alle tradizioni delle valli monregalesi. Un’occasione per riscoprire la ricchezza culturale di una comunità di montagna e per valorizzare un patrimonio fatto di lingua, memoria e identità.