TORRE MONDOVÌ - Hemera Festival 2026: il festival di Teatro Selvatico torna a Torre Mondovì

Dal 27 luglio al 2 agosto una settimana immersa nei boschi tra teatro, talk, musica, poesia, workshop, dj set e arti multidisciplinari

Hemera Festival

c.s. 21/07/2026 15:14

Hemera Festival torna a Torre Mondovì dal 27 luglio al 2 agosto per la sua quarta edizione. Tema di quest’anno: “L’intimità del conflitto”, si muove in un’indagine attraverso il corpo, la natura e la relazione, rifiutando le logiche dell'intrattenimento di consumo. L'evento si svolgerà interamente nella sede di Teatro Selvatico (progetto e collettivo artistico nato nel 2021, realtà organizzatrice del festival autoprodotto e autofinanziato) immersa nei boschi piemontesi, sotto la direzione artistica e il project management di Isacco Caraccio e Francesca Aurilio. L'accesso al festival avviene tramite prenotazione, con la possibilità per i partecipanti di scegliere tra due diverse modalità di esperienza: l'immersione completa per l'intera durata dell'evento, dal 27 luglio al 2 agosto, oppure una formula concentrata, dal 29 luglio al 2 agosto. Hemera Festival: l’arte come indagine dell’umano In questa cornice, l’arte si fa strumento di indagine, osservazione ed esplorazione esistenziale e politica, configurandosi come un ambiente necessario per abitare la complessità umana. È un percorso in cui pensiero, corpo e relazioni si confrontano e si intrecciano, valorizzando la vulnerabilità e l’uscita intenzionale dalla propria comfort zone attraverso lo “spaesamento fertile”. L'obiettivo del progetto è riscoprire i concetti di tempo e di comunità come autentiche possibilità di fuga dagli schemi quotidiani e da quelle abitudini standardizzate che ci anestetizzano, rifiutando le logiche di commercializzazione dell’intrattenimento. Attraverso la lente del festival, chi partecipa si confronta con l’invito a riscoprire la purezza del contatto reale, la presenza dello sguardo, la profondità dell'ascolto e il rapporto simbiotico con la natura circostante, esplorando a fondo ciò che si manifesta quando arte, corpo e natura si incontrano. Programma multidisciplinare e ospiti Il programma dell’edizione 2026 si articola tra differenti formati e discipline, legati tra loro dall'urgenza dell'indagine sul presente tra tra teatro, talk, musica, poesia, workshop, dj set e arti multidisciplinari. A guidare la riflessione sul tema dell'anno sarà il panel “L'intimità del conflitto”, un talk che riunirà tre figure di spicco del pensiero e della spiritualità contemporanea: il monaco e scrittore Guidalberto Bormolini, lo psicoterapeuta e fondatore della biotransenergetica Pierluigi Lattuada, e il maestro buddista Lama Michel Tulku Rinpoche. Il corpo e la percezione sensoriale saranno invece al centro di workshop intensivi e ciclici, tra cui si distinguono i workshop dedicati agli elementi naturali (Aeolus, Nettuno, Vesta, Tellus) a cura di Teatro Selvatico, i laboratori vocali “Gli dei sono canti” condotti da Elena Griggio, le sessioni di Danza Afro con i Fratelli Abou Samb Band, i percorsi di intelligenza somatica “Il corpo del sogno” a cura di Matteo Hu & Claudia Castiglioni, ed i laboratori “La magia dei sensi” firmati da Gabriel Hernández & Ima Torres (Sensory Studio Barcellona). La parola e l'immagine troveranno spazio nella poesia performativa e nei laboratori creativi di Giuliano Logos (già primo italiano a diventare campione del mondo di Poetry Slam), nei talk e proiezioni audiovisive esplicite di Sara Brown, nei cortometraggi indipendenti selezionati da Terre da Film Festival e nello spettacolo teatrale della compagnia Quinto Equilibrio. Infine, la dimensione sonora ed espressiva della rassegna spazierà dai concerti d'avanguardia ed elettronici di Sandri, del Collettivo Kyoto e di Maiu con la Futura Orchestra Cosmica, il duo di sound performance Maceriæ, fino ai dj set di Euterpe e Herne Von Bormanus. Tra gli ospiti musicali anche, tra cantautorato e rap, Autunno, Il Vuoto Dentro, Narconauta e la jam session e open mic di Kilroy Was Here. Vita quotidiana al Festival Ciò che distingue Hemera dagli altri festival è la struttura della quotidianità, concepita come un ecosistema operativo autonomo. La vita all'interno della sede di Teatro Selvatico spezza i ritmi standardizzati e alienanti della quotidianità urbana, valorizzando presenza e responsabilità condivisa. I partecipanti condividono gli spazi e alloggiano in loco portando la propria attrezzatura da campeggio in sinergia con il paesaggio, mentre l'alimentazione (biologica, a filiera corta e sostenibile) è gestita dell'azienda agricola R.A.M. Teatro selvatico: quadri teorici e pratiche Le pratiche che attraversano Hemera Festival nascono dalla metodologia di Teatro Selvatico, progetto e collettivo artistico nato nel 2021 nel cuneese (ma che durante l’anno svolge attività in tutta Italia) che basa la propria ricerca artistica e i suoi laboratori sulla concezione dell'umano come un essere naturale che fa parte di ciò che lo circonda, scegliendo quindi spesso il bosco e altri scenari prediletti per facilitare la riappropriazione del ricordo di questa appartenenza (e non mera connessione) tra essere umano e natura. I loro riferimenti teorici e ispirazioni mettono in connessione il Teatro Natura di Sista Bramini, in cui il paesaggio si fa interlocutore attivo, con la ritualità profonda di Alejandro Jodorowsky e la presenza radicale della performance art di Marina Abramović. A questi si uniscono l'etica del lavoro, la precisione del gesto e la responsabilità corporea ereditate da Grotowski e Barba, le dinamiche di empowerment e dialogo sociale del Teatro dell’Oppresso, la partecipazione del Teatro di Comunità e la dimensione comunitaria del Living Theatre. Tutto ciò si intreccia a riferimenti all'ecopsicologia, l'ecologia profonda, l'arteterapia, l'intelligenza somatica e la biotransenergetica di Pierluigi Lattuada e al pensiero complesso di Edgar Morin.   Hemera: storia e precedenti edizioni del Festival Il nome del festival, “Hemera”, deriva dalla personificazione del giorno e della luce diurna nella mitologia greca. Fa parte delle prime divinità primordiali ed è figlia di Erebo (le Tenebre) e Nyx (la Notte), quindi incarna il paradosso mitologico di una luca che nasce dall'unione di due forze oscure. Poiché Hemera nasce come osservatorio sull’umano contemporaneo, il macro-tema permanente in ogni edizione del festival è “Oltre l'umano”, poi ulteriormente declinato per ogni edizione: Specchi del vivente (2023); Metamorfosi dei confini (2024); L'invisibilità del potere (2025), che ha avuto tra gli ospiti proprio Sista Bramini; L’intimità del conflitto (2026), la nuova edizione che si configura come una nuova lente per accogliere e abitare le frizioni e le vulnerabilità del tempo presente. Artisti e artiste (edizione 2026) Abou Samb Band • Isacco Caraccio Anghilante • Francesca Aurilio • Autunno/Federico Mosca • Piercarlo Bormida • Guidalberto Bormolini • Sara Brown • BTE Team • Alessia Colanero • Euterpe • Elena Griggio • Matteo Hu & Claudia Castiglioni • Il Vuoto Dentro • Killroy Was Here • Collettivo Kyoto • Pierluigi Lattuada • Giuliano Logos • Looca • Maceriæ • Maiu con la Futura Orchestra Cosmica • Narconauta • Quinto Equilibrio • Sandri • Sensory Studio • Sensory Studio Barcellona (Gabriel Hernández & Ima Torres) • Terre da Film Festival • Lama Michel Tulku Rinpoche • Herne Von Bormanus • Giovanni Zuffi (in arte Giozu). Info e prenotazioni: tinyurl.com.
Programma: Scarica panoramica programma qui | Scarica programma con info e approfondimenti qui.
Sito Hemera Festival: www.teatroselvatico.eu.
Sito Teatro Selvatico: www.teatroselvatico.eu.