A Priero aprirà ufficialmente sabato 18 aprile 2026 alle ore 17.30 la nuova Casa della Fotografia, un progetto culturale che trasforma una casa storica del centro in uno spazio espositivo ibrido tra museo, archivio e centro di ricerca visiva. Il nuovo polo nasce dal recupero di un edificio storico donato al Comune dalla famiglia Alladio e restaurato nel rispetto degli ambienti originari. L’obiettivo è creare un luogo in cui la fotografia venga interpretata non solo come testimonianza del passato, ma come linguaggio contemporaneo capace di generare nuove narrazioni e connessioni tra epoche diverse. Al centro del percorso inaugurale si trova l’archivio fotografico Alladio, una raccolta di grande valore storico donata al Comune, che viene ora valorizzata attraverso un allestimento museale strutturato e immersivo. Accanto alle immagini d’archivio, trovano spazio le opere dell’artista Maurizio Sapia, con installazioni site-specific e interventi multimediali pensati per dialogare con gli ambienti della casa e con il patrimonio fotografico esposto. Il percorso espositivo è costruito in modo non puramente cronologico, ma tematico, consentendo ai visitatori di muoversi liberamente tra fotografie storiche e linguaggi contemporanei. L’esperienza si sviluppa così come un intreccio tra memoria e sperimentazione, dove la dimensione domestica dell’edificio diventa parte integrante del racconto culturale. Il programma inaugurale proseguirà anche domenica 19 aprile, giornata in cui la Casa della Fotografia sarà aperta al pubblico. In serata, alle ore 18.30, presso la Confraternita, è prevista la presentazione dello spettacolo “Flop”, a cura del Teatro della Caduta. Si tratta di una performance comica e volutamente disordinata che affronta, con tono ironico, le contraddizioni della contemporaneità tra tecnologia, nuovi linguaggi e dinamiche sociali complesse. Attraverso le interpretazioni di Stefano Gorno, Emanuela Currao, Hannah Croft, Stefano Dell’Accio e Francesco Giorda, lo spettacolo esplora il tema del “non funzionamento” come chiave di lettura del presente. Un’inaugurazione che unisce cultura, arte e spettacolo, segnando per Priero l’avvio di un nuovo spazio dedicato alla memoria visiva e alla sua continua reinterpretazione.